“Il nostro futuro costruito su solidi valori”
Il Bilancio sociale di quest’anno è essenzialmente una rendicontazione dell’attività dell’intero Gruppo Unipol e non principalmente, come era gli anni scorsi, di Unipol Assicurazioni. Si tratta di una novità rilevante, che certamente ha bisogno di ulteriore affinamento e miglioramento, ma risponde alla necessità di offrire una rappresentazione più completa di ciò che oggi è Unipol: un grande Gruppo assicurativo, bancario, finanziario, in grado di rispondere a una molteplicità di esigenze e bisogni di milioni di persone, singole e associate, di imprese, soprattutto piccole e medie.
Unipol, del resto, nasce per questo. Nel solco del movimento cooperativo, assumendone i valori fondanti e gli obiettivi mutualistici e sociali, Unipol è cresciuta fino a diventare – nell’arco di poco più di un quarantennio – il terzo gruppo assicurativo italiano. Ma, soprattutto, a diventare il fornitore di servizi assicurativi, bancari e finanziari di oltre sei milioni di persone e soggetti imprenditoriali ed economici.
Siamo, cioè, un grande Gruppo al servizio di una missione sociale: crescere nel mercato per rispondere al meglio, nel modo più qualificato, conveniente e rispettoso alle esigenze delle persone e delle imprese. Non c’è, infatti, incompatibilità tra questa missione e l’obiettivo di aumentare il valore economico del Gruppo e, conseguentemente, anche il ritorno per gli azionisti, gli investitori e i risparmiatori.
Questa incompatibilità non c’è in via teorica, ma neppure in pratica. Unipol lo ha dimostrato: è cresciuta rapidamente nel mercato, ha creato - e distribuito - valore per gli azionisti. Non soltanto senza andare a scapito della propria missione sociale, ma anzi, proprio in virtù del rapporto di fiducia che ha saputo determinare con il proprio mondo di riferimento: cooperative, organizzazioni dei lavoratori e della piccola e media impresa.
Le vicende che hanno caratterizzato il Gruppo nel corso del 2005 sono, anche da questo punto di vista, assai significative. È giusto, e doveroso, ribadire che la scelta di Unipol e del mondo cooperativo, di acquisire una grande banca come la BNL, non solo era legittima, ma pienamente coerente con la missione sopra richiamata e con gli obiettivi di sviluppo del Gruppo. Per questo abbiamo respinto con forza gli attacchi che a questa operazione sono stati mossi da una parte del mondo economico, finanziario e politico, in grande misura frutto di pregiudizi e strumentalizzazioni interessate. Nel portare avanti quel progetto abbiamo certamente commesso degli errori. Ma ciò nulla toglie alla validità, industriale, finanziaria e sociale, di quell’iniziativa. Peraltro, di fronte alla mancata autorizzazione della Banca d’Italia, il Gruppo ha operato una soluzione che ha pienamente salvaguardato gli interessi di tutti gli azionisti, della società, della clientela e di tutte le persone che in Unipol e per Unipol lavorano.
Lo stesso ricambio ai vertici della società, per quanto improvviso e traumatico, è stato garantito dalla proprietà nel modo più rapido e condiviso. Con l’obiettivo, che ci proponiamo di rendere ancora più coerente, di separare le funzioni di indirizzo e controllo che sono prerogativa della proprietà e quelle gestionali che spettano al management. Non solo intendiamo adottare tutte le modalità che la moderna legislazione ci mette a disposizione, ma affermare un modello di governance che sia di esempio in fatto di trasparenza.
Unipol ha vissuto una fase difficile e non lo nascondiamo, né vogliamo rimuovere il passato. E tuttavia è bene ora guardare con fiducia e determinazione al futuro. Possiamo farlo perché il nostro Gruppo è solido, affidabile, credibile. Come dimostrano i risultati, non soltanto economici, conseguiti lo scorso anno – peraltro ampiamente documentati in questo Bilancio sociale –, ma anche nei primi mesi del 2006. Essi sono il frutto del lavoro, svolto con professionalità e impegno, da migliaia di persone. Innanzitutto dai lavoratori delle diverse società, ma anche da tutti gli agenti e da coloro che a vario titolo collaborano con il nostro Gruppo. Ad essi dobbiamo essere grati per la loro preziosa attività, per il loro attaccamento e per il senso di appartenenza che dimostrano nei confronti di Unipol. Dobbiamo anche a loro se il nostro Gruppo è riuscito a confermare, nonostante i problemi e gli attacchi, il patrimonio di fiducia di cui gode presso i nostri clienti e più in generale nella società italiana.
È con, e insieme a, tutte queste persone, che siamo impegnati a delineare lo sviluppo di Unipol per gli anni a venire. In questo lavoro vogliamo coinvolgere in modo sempre più esteso e strutturato, i portatori di interesse. Nella convinzione che il successo di un Gruppo come il nostro dipende certo dalle risorse interne, ma sempre di più dalla capacità di utilizzare il contributo di intelligenza, di sollecitazione critica e propositiva di tutti coloro che con noi hanno relazioni e interessi significativi.
Assumere questo come orizzonte significa far diventare la Responsabilità sociale d’impresa una vera e propria strategia per il nostro Gruppo e, soprattutto, impegnarsi a praticarla in modo coerente nell’attività quotidiana. Non partiamo certo da zero. Nel panorama assicurativo italiano, Unipol ha rappresentato, anche da questo punto di vista, un’esperienza innovativa. Oggi vogliamo ulteriormente innovare e migliorare, avendo come punto di riferimento i valori che sono alla base del successo di questo Gruppo e che, sono certo, ci consentiranno di realizzare nuovi traguardi, sempre nell’interesse delle persone e della società italiana.
Pierluigi Stefanini
Presidente e Amministratore Delegato