Bilancio sociale 2005 del Gruppo Unipol

Il nostro futuro costruito su solidi valori

Panel Sindacati aziendali

Bologna, 24 maggio 2006

Partecipanti al panel
FISAC-CGIL
Annalisa Ometto Aurora Assicurazioni
Fulvia Busettini Unipol Assicurazioni
Gianni Luccarini Unipol Assicurazioni
FIBA-CISL
Barbara Dotti Aurora Assicurazioni
Gianluigi Grieco Linear Assicurazioni
Angela Di Tommaso Navale Assicurazioni
Fabio Cannistrà Unipol Assicurazioni
Erica Cossutta Unipol Assicurazioni
Orietta Ruccolo Unipol Assicurazioni
Paolo Giambini Unisalute
Melissa Palladino Unisalute
UILCA-UIL
Giovanni Mormina Aurora Assicurazioni
Maria Luisa Arcozzi Unipol Assicurazioni
Giovanni Marzano Unipol Assicurazioni
Giorgio Sangiorgi Unipol Assicurazioni
FNA
Mauro Domenico Carretta Aurora Assicurazioni
Alberto Enzini Unipol Assicurazioni
Irene Merighi Linear Assicurazioni
Giovanni Leoni Navale Assicurazioni
SNFIA
Mirco Corsato Aurora Assicurazioni
UNIPOL
Franco Malagrinò Responsabile Unità Bilancio Sociale
Zohra Chraief Unità Bilancio Sociale
Dino Gibertoni Unità Bilancio Sociale
Enti terzi
Lorenzo Solimene KPMG

Per la prima volta da quando Unipol realizza il Bilancio sociale, si sono create le condizioni per coinvolgere nel processo di elaborazione i rappresentanti dei sindacati aziendali; negli anni precedenti le organizzazioni sindacali venivano coinvolte solo a livello nazionale e confederale.

Unipol vuole confermare così l’importanza del dialogo con i sindacati, e la coerenza con quanto previsto dal suo Codice Etico all’art. 3.3: ...Unipol (…) riconosce e rispetta il ruolo delle organizzazioni sindacali e il loro pieno diritto ad esercitare la loro attività di rappresentanza dei lavoratori e promuove la diffusione di un corretto sistema di relazioni industriali, anche attraverso il rafforzamento della partecipazione dei lavoratori e del sindacato allo sviluppo dell’azienda.

Il coinvolgimento dei sindacati ha permesso di ampliare ed integrare il processo di partecipazione ed inclusione degli stakeholder, di scambiare pareri sulle modalità e sullo sviluppo dei temi legati alla responsabilità sociale all’interno del Gruppo Unipol. La partecipazione dei sindacati è stata ritenuta importante sia per la scelta strategica della RSI data dalla Presidenza di Unipol, sia per la necessità di estendere tale scelta a tutte le realtà del Gruppo.

La partecipazione al panel è stata molto numerosa e qualificata: 20 persone, rappresentanti tutte le cinque sigle sindacali presenti nelle aziende del Gruppo Unipol.

L’ordine del giorno si è incentrato sullo sviluppo dell’esperienza del Bilancio sociale e sulla affermazione della cultura e della scelta della RSI nel Gruppo Unipol. Alla relazione introduttiva del responsabile dell’Unità Bilancio Sociale, Franco Malagrinò, è seguito il dibattito che ha visto numerosi e differenziati interventi.

Cosa chiede il sindacato alla responsabilità sociale
Gli interventi dei rappresentanti sindacali hanno permesso di visualizzare il processo di responsabilità sociale secondo il loro particolare punto di osservazione e la loro esperienza, partendo inevitabilmente dalla specificità dei temi legati al rapporto tra l’impresa e i lavoratori.

È stato sottolineato lo stretto rapporto e la coerenza esistente tra politiche di RSI e le corrette e avanzate relazioni industriali e di democrazia d’impresa, anche se occorre tenere sempre ben distinti ed esplicitati i diversi livelli, ambiti, specificità, evitando sempre da parte di tutti, impresa, sindacati e lavoratori, confusione di ruoli.

Dal confronto è emersa la necessità di avviare una riflessione nelle diverse imprese del Gruppo per individuare nuove e precise modalità di coinvolgimento del sindacato nel processo di sviluppo della RSI. Alcuni temi specifici possono essere costituiti dal miglioramento della comunicazione interna, di come l’impresa misura la percezione e le aspettative del personale, dall’avvio di progetti sulla conciliabilità dei tempi di lavoro e dei tempi di vita. Sono solo alcune idee per avviare un percorso condiviso e creare azioni tangibili con cui dare concretezza a progetti di RSI affinché questa non rimanga un concetto astratto, che rischia di non coinvolgere direttamente il sindacato aziendale e i lavoratori.

La RSI deve essere il prodotto del rilancio e del rafforzamento del dialogo tra gli stakeholder dell’impresa; i progetti di RSI devono essere anche il frutto della partecipazione diretta dei lavoratori e del coinvolgimento del sindacato insieme agli altri portatori d’interesse. Non solo coinvolgimento, ma anche gestione e verifica dell’attuazione dei progetti individuati.

Per sviluppare progetti di RSI è necessario valutare le indicazioni dei lavoratori, rilanciare l’ascolto prima della comunicazione, fare percepire chiaramente che la strategia della RSI è certamente condivisibile nei principi, ma che diventa ancora più importante perché essa determina effetti positivi sulla stessa condizione dei lavoratori e sul miglioramento della stessa funzione sociale d’impresa.

I rappresentanti sindacali hanno dimostrato sensibilità e disponibilità ad essere coinvolti nelle politiche della RSI, in piena sintonia con un dibattito sindacale che vede il tema sempre più oggetto di riflessione autonoma da parte delle strutture sindacali e anche materia delle stesse nuove piattaforme contrattuali delle diverse categorie, a partire da quelle bancarie e assicurative.

Nell’incontro i sindacati non hanno mancato di avanzare critiche ai comportamenti aziendali e proposte su cui riflettere e lavorare insieme in futuro:

  1. ridare slancio e contenuti ai valori originari di Unipol, perché la diversità, la storica funzione di innovazione e di trasparenza nel mercato sia più percepibile e più marcata di quanto lo è stata negli ultimi anni;
  2. realizzare una maggiore valorizzazione delle risorse umane, in coerenza con la missione aziendale, che si concretizza in crescita professionale, miglioramento delle condizioni di lavoro, rilancio della comunicazione interna e della partecipazione. Un processo che coinvolga anche la dirigenza affinché si migliori la capacità di ascolto e di condivisione dei progetti comuni;
  3. recuperare la specificità assicurativa del Gruppo Unipol e la sua funzione sociale d’impresa: quella più percepibile dai cittadini, ai fini dei loro bisogni di sicurezza, prevenzione, disponibilità di prodotti e servizi trasparenti e accessibili.

La partecipazione a più ampi livelli aziendali è auspicata come modello operativo da tutti; le parti sindacali, anzi, sollecitano Unipol a sperimentare nuovi progetti e forme di partecipazione.

Proposte operative
Sono emerse anche alcune proposte operative:

  1. elaborazione del Bilancio preventivo di sostenibilità, che si ritiene essere utile per generare maggiore condivisione da parte di tutte le strutture aziendali sugli obiettivi posti e la conseguente possibilità di produrre un Bilancio sociale consuntivo che verifichi gli andamenti, i risultati e gli eventuali scostamenti;
  2. rilancio del ruolo della formazione;
  3. avvio di un progetto sulla conciliabilità tra i tempi di lavoro e i tempi della vita quotidiana.

Infine, i rappresentanti sindacali hanno voluto sottolineare l’importanza della loro funzione, insieme a quella dei lavoratori come stakeholder, in quanto vivendo all’interno dell’impresa possono non solo contribuire a elaborare e partecipare ai progetti di RSI, ma anche rivendicare un ruolo di “certificatore” dei comportamenti virtuosi dell’impresa.