Bologna, 31 maggio 2006
| Partecipanti al Panel | |
| CRU | |
| Gloria Bertagna | Pres. CRU Trentino Dir. Confesercenti Trentino |
| Mario Lanzi | Pres. CRU Lombardia Pres. CIA Lombardia |
| Gianni Pedrazzini | CRU Emilia-Romagna |
| Michele Sabatino | Pres. CRU Piemonte Pres. CNA Piemonte |
| Società civile | |
| Antonio Danieli | Fondazione Nomisma Terzo Settore |
| Prof. Giuliana Gemelli | MISP Università di Bologna |
| Chiara Gius | MISP Università di Bologna |
| Mattia Granata | Legacoop Lombardia |
| Federico Versace | Avanzi Research s.r.l. |
| Sindacati nazionali di categoria | |
| Mimmo Arienzo | Fisac CGIL, Segr. Naz.le |
| Simona Cambiati | UILCA, Segr. Naz.le |
| Alessandro Gabrielli | FNA, Segr. Naz.le |
| Gloria Tavridis | SNFIA, Segr. Naz.le |
| Consumatori | |
| Giorgio Casadei | Resp. ADOC Emilia-Romagna |
| Barbara D'Alessio | Cittadinanzattiva |
| Fabrizio Premuti | Adiconsum Nazionale |
| Sindacati Confederali | |
| Ornella Cilona | CGIL Naz.le |
| Lamberto Santini | UIL, Segr. Naz.le Confederale |
| UNIPOL | |
| Walter Dondi | Dir. Comunicazione di Gruppo |
| Francesco Montebugnoli | Dir. Personale e Organizzazione di Gruppo |
| Franco Malagrinò | Responsabile Unità Bilancio Sociale |
| Zohra Chraief | Unità Bilancio Sociale |
| Dino Gibertoni | Unità Bilancio Sociale |
| Enti terzi | |
| Lorenzo Solimene | KPMG |
È dal 1998 che Unipol comprende tra le sue attività di rendicontazione sociale anche un panel rivolto alla pluralità dei suoi stakeholder, rappresentanti del mondo sindacale, delle organizzazioni dei consumatori, dell’associazionismo, dell’università e della società civile.
In tutti questi anni, i panel hanno sempre rappresentato momenti assai proficui di dialogo e di confronto bidirezionale, grazie ai quali l’azienda ha potuto descrivere sé stessa e al contempo raccogliere opinioni, suggerimenti, apprezzamenti e critiche da parte di una platea selezionata e competente sulle tematiche assicurative e più in generale sociali in cui Unipol opera.
Da sempre gli incontri hanno costituito momenti di aperto e serio confronto, le tematiche poste in discussione hanno sempre riguardato non solo gli aspetti più generali del processo di rendicontazione sociale attuato da Unipol, ma soprattutto gli argomenti specifici legati alle attività primarie dell’impresa che in quel momento si erano posti all’attenzione della pubblica opinione: dalle tariffe RCA alla politica liquidativa, alle convenzioni e le politiche dedicate al mercato preferenziale, la previdenza integrativa, il rapporto con i consumatori, solo per citare alcuni esempi.
Per questo Unipol, alla luce anche degli eventi dell’ultimo anno, ha scelto per il panel multistakeholder di quest’anno di indirizzare il confronto sulla visione generale rispetto alle strategie della responsabilità sociale.
L’ordine del giorno era composto da tre interventi:
Le relazioni svolte dai dirigenti hanno permesso di esplicitare la linea aziendale in merito all’applicazione nel Gruppo Unipol delle strategie di responsabilità sociale nei processi di rendicontazione sociale; tale linea si può sintetizzare in quattro punti chiave:
Dal 2006, inoltre, la strategia di responsabilità sociale e il Bilancio sociale di Unipol fanno diretto riferimento alla Presidenza del Gruppo.
L’altro tema fondamentale trasmesso alla platea è quello della attività di formazione che verrà condivisa con i lavoratori sui temi dell’identità valoriale, della responsabilità sociale e del Codice Etico: Unipol riconosce che non è possibile svolgere una formazione tradizionale su questi temi, bisogna piuttosto diffondere una cultura condivisa recuperando anche in questo campo una “funzione sociale” comune a impresa e sindacati, per promuovere valori comuni e riconosciuti.
In una prima fase occorrerà rilevare la percezione dei valori aziendali, legati all’Economia sociale, alla democrazia d’impresa, alla legalità e alla trasparenza e affidabilità nel settore assicurativo, alla responsabilità sociale e ambientale. In una successiva fase, diffondere e praticare insieme ai dipendenti i valori aziendali riconosciuti, nella convinzione che se i lavoratori saranno a loro volta i portatori della cultura d’impresa, questa si trasmetterà e sarà percepita anche all’esterno verso tutti gli stakeholder di riferimento.
In questa ottica saranno realizzate la diffusione e la conoscenza in azienda del Codice Etico aziendale e del Modello Organizzativo Gestionale, secondo una visione che vuole costituire per tutte le componenti interne ed esterne dell’impresa maggiore responsabilità, rispetto delle regole, trasparenza dei comportamenti, affidabilità e fiducia reciproca.
Il dibattito che è seguito si è quindi potuto sviluppare su temi di ampio respiro e di grande interesse per gli invitati al panel, concludendosi anche oltre l’orario previsto di chiusura. Gli elementi emersi possono essere sintetizzati nel modo seguente.
Il rapporto tra Unipol e i suoi stakeholder
Negli anni Unipol Assicurazioni ha creato, consolidato e comunicato, anche
con il Bilancio sociale, il rapporto esistente con le Organizzazioni Socie
in forza dell’attività realizzata nel territorio tramite i
CRU (Consigli Regionali Unipol); si tratta di un legame unico tra le società
assicurative, che permette a Unipol di avere un canale preferenziale di
ascolto e dialogo sulle esigenze del mercato. Con la crescita del Gruppo,
comprendendo quindi altre Società acquisite da Unipol, questo rapporto
deve comunque rimanere patrimonio dell’azienda, sia per la reciprocità
di interessi che non può venire meno, sia per dare la possibilità
alle Organizzazioni Socie di crescere insieme a Unipol.
Il Codice Etico di Unipol
È stato segnalato che il Codice Etico di Unipol è il primo
a formalizzare il ruolo delle Associazioni di Consumatori; per quanto riguarda
gli organismi al suo interno, si riconosce in particolare l’importanza
del Comitato Etico, che deve garantire tra le sue caratteristiche quella
di sapere ascoltare gli stakeholder. L’attuale coincidenza tra Comitato
Etico e Organismo di Vigilanza dovrà essere verificata alla prova
dei fatti.
Grande importanza del Codice Etico risiede, secondo diversi interlocutori, nella ricaduta che questo potrà avere per perseguire processi commerciali virtuosi, verso le categorie più deboli e svantaggiate, creando condizioni più adeguate alle loro potenzialità di acquisto e bisogni di sicurezza.
Il passaggio dal Bilancio sociale alla responsabilità sociale
Con quanto enunciato dai dirigenti di Unipol in apertura del panel, viene
ufficializzato un passaggio importante: quello dalla produzione di un rendiconto,
il Bilancio sociale attuale, alla istituzione di un processo più
organico e strategico di responsabilità sociale d’impresa.
Questa scelta ha per Unipol anche lo scopo di poter coinvolgere l’intera
organizzazione del Gruppo verso una cultura condivisa e verso la creazione
di un senso di appartenenza e partecipazione, necessario per le società
recentemente entrate nel Gruppo Unipol; è una scelta strategica che
è stata unanimemente rilevata e apprezzata.
Le stesse collaborazioni, gruppi di lavoro congiunti con gli stakeholder e le strutture aziendali, se inquadrate e coordinate in quest’ottica e nel processo di sviluppo della responsabilità sociale d’impresa, assumeranno un valore più caratterizzante e coerente ai valori e alla originalità di Unipol.
La capacità di comunicazione e il ruolo del movimento cooperativo
Il movimento cooperativo, di cui Unipol da sempre fa parte, ha mostrato
nel tempo uno scarto rispetto alle altre componenti sociali nell’attività
di comunicazione dei risultati che esso ha ottenuto, sia in campo economico
che in quello sociale; paradossalmente, è stato il “caso Unipol”
a fare scoprire a molti l’importanza e il ruolo della cooperazione
in Italia. Anche strumenti come il Bilancio sociale, che sono la dimostrazione
dell’esistenza di processi culturali diversi e di una modalità
diversa di fare impresa e su cui Unipol è all’avanguardia,
possono contribuire ad aiutare il movimento cooperativo a colmare questa
lacuna.
Il ruolo di Unipol nel mercato
Unipol è stata stimolata da parte di alcuni interlocutori a rafforzare
la sua “diversità” e il ruolo guida (che secondo gli
intervenuti si è in parte appannato nei tempi più recenti)
che le è storicamente affidato dal sistema dell’Economia Sociale
delle Organizzazioni Socie come azienda innovativa e di riferimento tra
le assicurazioni. Unipol viene riconosciuta indipendente da certi meccanismi
negativi e di rendita del mercato, che non giocano a vantaggio dei consumatori.
Per la sua storia, i suoi valori e la sua posizione sul mercato, Unipol
è ritenuta l’unica azienda tra le assicurazioni capace di sviluppare
una strategia attiva di cittadinanza d’impresa che può dare
una svolta al rapporto tra assicurazioni e consumatori.
La formazione sulla responsabilità sociale
L’intento di Unipol di attuare un ampio programma formativo sulla
RSI, rivolto a tutti gli oltre 6.000 dipendenti del Gruppo, è stato
largamente apprezzato dai partecipanti al panel, che hanno altresì
valutato positivamente l’approccio non tradizionale che si vuole utilizzare.
I sindacati, in particolare, si sono dichiarati oltre che interessati anche
disponibili a partecipare alla definizione del percorso formativo, consapevoli
delle positive ricadute che questo può avere sui lavoratori di Unipol
e in particolare sugli stessi rappresentanti sindacali aziendali. La “educazione”
ai valori è ritenuta fondamentale perché necessaria per far
comprendere a tutti i dipendenti, e tramite essi a tutte le diverse componenti
in relazione con l’impresa, la diversità di Unipol. Si è
consapevoli che dalla conoscenza e dalla pratica diffusa della responsabilità
sociale sull’asse azienda-clienti, così come dal confronto
con tutti i portatori di interessi, possono nascere comportamenti virtuosi
che vanno a influire sul benessere sociale collettivo in termini di crescita
culturale e di aumento della legalità e della sicurezza nella società.
Il rapporto di Unipol con le Associazioni di consumatori
Negli scorsi anni il comportamento di Unipol in termini di trasparenza
e di traino del mercato verso comportamenti più avanzati è
stato giudicato in rallentamento, in contraddizione con quelli che sono
i suoi valori e i suoi comportamenti tradizionali. Ciò sicuramente
è dovuto essenzialmente agli eventi che hanno coinvolto tutta l’attività
dell’azienda nell’ultimo periodo, senza tuttavia aver minimamente
intaccato la credibilità e la fiducia dei consumatori. Si auspica
comunque che il percorso del confronto possa riprendere con la stessa intensità
del passato, andando anche oltre al tradizionale appuntamento annuale del
panel multistakeholder.
In conclusione, la scelta di focalizzare la discussione del panel sul tema della responsabilità sociale e dei valori aziendali è stato generalmente condiviso e ha permesso a tutti i partecipanti di “fare il punto” su ciò che Unipol è oggi, e su ciò che vuole diventare nel futuro. L’attenzione e il confronto rivolti dagli stakeholder hanno dimostrato una volta di più l’importanza di Unipol per il mondo delle Organizzazioni Socie e dell’associazionismo. Da parte dell’impresa, il confronto con stakeholder diversi tutti ugualmente importanti e competenti ha permesso di raccogliere fiducia, opinioni e suggerimenti che avranno sicuramente un peso determinante al momento di compiere le scelte strategiche del futuro.
LA VALUTAZIONE DEI PARTECIPANTI
Al termine del panel, i partecipanti hanno compilato un questionario con il quale hanno espresso le loro valutazioni in merito alla qualità e all’efficacia dell’incontro, del Bilancio sociale e del coinvolgimento degli stakeholder nel processo di rendicontazione sociale di Unipol.
I risultati sono stati estremamente positivi, dato che le medie delle risposte (su un voto da 1 a 10) sono collocate tra un minimo di 8,1 e un massimo di 8,6, senza alcun singolo voto inferiore al 6. Nel dettaglio, i risultati relativi a 15 questionari compilati sono:
Valutazione del panel del 31.5.06:
Valutazione del Bilancio Sociale di Unipol
Valutazione sul coinvolgimento degli stakeholder nel processo di elaborazione del Bilancio Sociale di Unipol: voto medio 8,4

Così come è successo per il panel lavoratori, questo ultimo voto è tra tutti quello per noi maggiormente soddisfacente, essendo relativo alla domanda probabilmente più importante. La media ottenuta non è la più alta, ma la domanda è quella che ricevuto il maggior numero di voti pieni (in 4 hanno dato voto 10) e voti tutti almeno pari al 7.
Il questionario prevedeva inoltre diverse domande a risposta aperta, nelle quali era possibile esprimere pareri liberi sui temi della giornata.
Le indicazioni fornite si sono concentrate sulle modalità di realizzazione del panel, che si vorrebbe più esteso, con una fase di lavoro di gruppo che dia vita a documenti collettivi di commento al processo di responsabilità sociale redatti dai partecipanti, con più tempo a disposizione o con più incontri periodici, e gruppi di lavoro congiunti con più stakeholder, in specie su temi assicurativi, curati dalla Unità Bilancio Sociale; si propongono inoltre approfondimenti sul territorio.
Rispetto al Bilancio sociale, vi è una segnalazione di come sia maggiormente efficace dal punto di vista comunicativo la versione di sintesi rispetto a quella integrale. Apprezzamenti hanno ricevuto anche il manifesto e il folder che aumentano la possibilità di comunicazione verso il pubblico tramite le agenzie, CSL e meeting.