Bilancio sociale 2005 del Gruppo Unipol

Il nostro futuro costruito su solidi valori

L'attività internazionale

Le Associazioni cui Unipol aderisce

ICMIF, International Co-operative and Mutual Insurance Federation. Ha 141 aderenti di 70 Paesi diversi per un totale di circa 400 compagnie assicurative che rappresentano il 7% del mercato mondiale.

ACME, Association des assureurs Coopératives et Mutualistes Européens. Raccoglie 42 gruppi di 20 Paesi europei con oltre 50 compagnie assicurative.

La crescita del Gruppo Unipol negli ultimi anni ha seguito un percorso che rifletteva, oltre alla forte spinta propulsiva interna, anche l’evoluzione complessiva dei mercati: sviluppo accelerato dell’integrazione intersettoriale, crescita della diversificazione e della specializzazione per canale, prodotto e target di clientela, innovazione e orientamento all’utenza, sono le caratteristiche più evidenti del processo complessivo che ha caratterizzato lo sviluppo dei maggiori Gruppi Assicurativi in Europa.

Per Unipol la consapevolezza della coerenza strategica che il nuovo orizzonte internazionale richiede è il frutto della propria visione di fondo, cioè dello stretto rapporto della coerenza strategica con i valori fondanti la sua missione d’impresa. Non c’è tappa della crescita del Gruppo Unipol che non si sia realizzata con un richiamo all’identità in termini di economia sociale, sia pure nel quadro normativo dei mercati finanziari e borsistici, in forza della sua natura di Società per Azioni quotata in Borsa.

Per una società nata dal mondo delle imprese cooperative, la centralità del rapporto con gli assicurati, con la sua logica di spinta all’innovazione di prodotto/servizio e di confronto con le buone pratiche degli altri mercati, era ed è il punto chiave cui ancorare le linee dei progetti di crescita. Da qui la necessità di ricercare, anche in altri Paesi, partner con valori il più possibile simili.

La ricerca di interlocutori professionali, sulla stessa lunghezza d’onda valoriale, era facilitata dal fatto che sull’orizzonte internazionale un concreto punto di riferimento esisteva fin dal 1922: l’ICIF (oggi ICMIF), la Federazione internazionale delle compagnie assicurative di matrice mutualistica o cooperativa, ovvero la struttura specializzata per il settore assicurativo della stessa Alleanza Cooperativa Internazionale. La Federazione internazionale aiutò la Compagnia a muovere i primi passi: occorre infatti ricordare il ruolo importante svolto dalla compagnia cooperativa belga La Prévoyance Sociale, ovvero P&V, il cui presidente dell’epoca fu membro del primo Consiglio di Amministrazione di Unipol Assicurazioni nel lontano 1963.

I rapporti con il gruppo belga durano tuttora, si sono anzi intensificati, tanto che il P&V è oggi tra i maggiori azionisti di Unipol.

Sempre grazie agli amici belgi, Unipol poté entrare a far parte della compagine dell’ACME, ovvero l’Associazione degli assicuratori dell’economia sociale europea, fin dalla sua costituzione nel 1978.

Fu in seno a questi organismi internazionali che nacquero i rapporti con i partner internazionali di Unipol Assicurazioni.

La rete di rapporti in essere consentì di valorizzare la collaborazione e l’amicizia che nel frattempo si era venuta consolidando con la grande mutua francese Macif, la mutua dei lavoratori dell’industria e del commercio. Fu l’inizio di un processo che, dagli anni ‘80, permise di sviluppare una fitta rete di relazioni con altri partner europei. Dopo la P&V e la Macif, arrivò l’altra grande mutua francese, quella degli insegnanti, la Maif.

La collaborazione con la Macif e la Maif non si è limitata solo agli scambi di know-how o alla messa in comune di esperienze di reciproco interesse, ma si è estesa fino a portare alla creazione nel 1990 di Euresa, una joint venture finalizzata a diventare il luogo d’incontro dedicato allo scambio delle competenze e dei progetti di maggior interesse, fino alla possibilità d’investimenti congiunti.

Ai partner italiani, belgi e francesi, fin dalla fase preparatoria si era aggiunta la mutua svedese Folksam, un gruppo a sua volta controllato dal movimento cooperativo e sindacale del Paese scandinavo, e successivamente la mutua danese LB. Dall’anno scorso, infine, aderisce ad Euresa il gruppo tedesco DEVK.

Euresa ha anche consentito, dal 1990 in poi, di sostenere l’avvio o la crescita di alcune compagnie assicurative in altri Paesi, come Syneteristiki in Grecia, Sagres in Portogallo, Euresa-Life in Lussemburgo e TUW in Polonia, sviluppo assicurato grazie anche a partner locali, radicati anch’essi nell’economia sociale dei rispettivi Paesi, e con una specifica esperienza nel settore assicurativo.

Ora anche Syneteristiki e Sagres partecipano ad alcuni dei gruppi progetto varati da Euresa nel 2005.

D’altra parte anche la Federazione internazionale, l’Associazione europea, l’ICMIF e l’ACME, si trovano in piena fase di rilancio. La Federazione si è data nel 2005 un nuovo presidente nella persona della canadese Kathy Bardswick, CEO del gruppo The Cooperators, ed un nuovo direttore generale, nella persona dell’inglese Shaun Tarbuck, che succede allo svedese Hans Dahlberg, uscito dopo un’esperienza di oltre dieci anni al vertice dell’ICMIF. Anche l’ACME ha un nuovo presidente dallo scorso aprile, l’olandese Rolf Soedjak del gruppo SNS-Reaal (un altro esempio di conglomerato finanziario), ed un nuovo segretario generale, la belga Diane Iannucci. ACME, inoltre, ha avviato con Aisam, l’altra grande struttura associativa internazionale delle mutue assicurative, un processo di avvicinamento e di collaborazione che troverà la sua consacrazione nel congresso congiunto delle due associazioni il prossimo mese di ottobre a Bruges.