Testimoniaze


Dimitrios Petalotis

Chairman of Syneteristiki Ins. Co.

È dall’inizio degli anni ’90 che Syneteristiki si è riavvicinata al movimento cooperativo europeo, alla ricerca di soluzioni per proseguire il proprio cammino di rafforzamento e di crescita.
Da ciò è nata la collaborazione con alcune delle principali compagnie assicurative europee legate al movimento cooperativo, una collaborazione espressa non solo con la loro partecipazione nel nostro capitale sociale, ma soprattutto con il loro attivo sostegno a diverse attività operative della nostra Compagnia.
Di grande importanza è stato il ruolo di Unipol Assicurazioni e, in particolare, prezioso il suo sostegno allo sviluppo di Syneteristiki.
Ciò che più mi ha impressionato, anche a livello personale, nel corso di questi 15 anni di collaborazione con vari rappresentanti di Unipol, ed anzi questa è una caratteristica della stessa Compagnia, è il loro netto orientamento ai fondamentali valori cooperativi come la mutualità, la solidarietà e la trasparenza, nonché il volto umano dell’assicurazione, così come il loro approccio dinamico allo sviluppo nel quadro dell’economia sociale nel rispetto costante di questi valori.



Sergio Cofferati

Sindaco di Bologna

È trascorso un lungo arco di tempo da quando Jacques Delors chiese alle imprese europee di partecipare attivamente alla costruzione dell’Unione dando visibilità e consistenza al loro ruolo sociale attraverso azioni concrete e con l’utilizzo di strumenti in grado di rendere percettibile la loro attività ed il rapporto esistente con tutti gli stakeholder.
I bilanci ambientali, quelli sociali e quelli di sostenibilità sono diventati una prassi comunicativa dell’impresa che poco alla volta si estende.
La trasparenza dei comportamenti, il valore della missione e le buone pratiche nelle politiche aziendali sono fondamentali per affermare il ruolo di un’impresa.
Così facendo le imprese mettono in gioco la propria reputazione nella ricerca di un efficace rapporto con tutti di stakeholder.
Anche le amministrazioni sono portatrici di interessi e dunque hanno bisogno di interlocutori che, come capita da molti anni con Unipol, offrano attraverso il Bilancio Sociale la loro collaborazione.


Mario Molteni
Professore Ordinario di Economia aziendale
Direttore di ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società
(Università Cattolica di Milano)


C’è un elemento per cui il Bilancio Sociale di Unipol si distingue non solo nel panorama nazionale, ma anche oltre i confini del nostro Paese: lo spazio – ampio e prioritario – riservato agli stakeholder.
Sottolineo questo elemento per un duplice motivo. Innanzitutto perché la parola data agli stakeholder rappresenta un modo per contrastare un primo equivoco di cui il Bilancio Sociale può essere accusato: quello di essere uno strumento manipolabile e perciò manipolatorio, in quanto l’impresa decide a sua discrezione i temi da affrontare, i dati da rendere noti, forzando inoltre le interpretazioni da dare ai dati stessi.
“La voce degli stakeholder” da sola non è in grado di spezzare questa logica, ma certamente costituisce una breccia nella cortina dell’autoreferenzialità. Il secondo motivo va ancora più al cuore del problema. Una seconda accusa spesso mossa al Bilancio Sociale è che esso non costituisce altro che una leva di comunicazione, lasciando di fatto inalterati i processi di gestione. Invece la presenza de “La voce degli stakeholder” implica la precedente introduzione di momenti di ascolto e dialogo con gli stakeholder critici: con gli agenti, con i dipendenti, con i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni dei consumatori, e altri ancora.
Il dialogo, se sincero, una volta attivato, a qualche novità sostanziale conduce, qualcosa cambia, sia nella concezione di fondo sia nelle decisioni operative. Sarebbe interessante, in proposito, identificare, nell’ormai ultra-decennale esperienza di Unipol, quali siano stati i contributi forniti dal dialogo via via intensificato con i vari interlocutori.
Dobbiamo considerare che queste forme di coinvolgimento hanno il potere di ricordare la natura profonda di un’impresa: quella di essere un patrimonio, certamente controllato da alcuni (molti, in questo caso specifico), ma che costituisce un fattore di stabilità, di sviluppo e di ricchezza per l’intera società.


Rita Borsellino

Presidente Onorario Libera
(Associazioni, nomi e numeri contro le mafie)


La pubblicazione del Bilancio Sociale della Unipol è una bella occasione per sottolineare l'impegno comune e l'amicizia con l'associazione Libera, che ormai va avanti da anni con risultati sempre più concreti ed entusiasmanti.
Ma al di là della mia riconoscenza come presidente onorario dell'Associazione vorrei sottolineare il mio sentimento personale nei confronti di una realtà come Unipol, nella quale ho riconosciuto lo stesso forte impegno morale e civile che ha spinto me, dopo i tragici fatti del 1992, a mettermi in gioco e a cercare solidarietà e partecipazione, consapevole che da soli non si va da nessuna parte, che da soli non si può. L'attenzione alle persone, il metterle al centro, è il presupposto da cui siamo partiti dieci anni fa in Sicilia con la Carovana antimafia dell'Arci, e da allora strada ne abbiamo fatta tanta, incontrando in questi anni, insieme a Unipol, tanti compagni di viaggio, che hanno questo nostro stesso approccio. Lungo questa strada scambiamoci allora un augurio di buon lavoro e buon cammino.
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