Sindaco di Bologna
È trascorso un lungo arco di tempo da quando Jacques
Delors chiese alle imprese europee di partecipare attivamente
alla costruzione dell’Unione dando visibilità
e consistenza al loro ruolo sociale attraverso azioni concrete
e con l’utilizzo di strumenti in grado di rendere percettibile
la loro attività ed il rapporto esistente con tutti
gli stakeholder.
I bilanci ambientali, quelli sociali e quelli di sostenibilità
sono diventati una prassi comunicativa dell’impresa
che poco alla volta si estende.
La trasparenza dei comportamenti, il valore della missione
e le buone pratiche nelle politiche aziendali sono fondamentali
per affermare il ruolo di un’impresa.
Così facendo le imprese mettono in gioco la propria
reputazione nella ricerca di un efficace rapporto con tutti
di stakeholder.
Anche le amministrazioni sono portatrici di interessi e dunque
hanno bisogno di interlocutori che, come capita da molti anni
con Unipol, offrano attraverso il Bilancio Sociale la loro
collaborazione.
Mario Molteni
Professore Ordinario di Economia aziendale
Direttore di ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società
(Università Cattolica di Milano)
C’è un elemento per cui il Bilancio Sociale di
Unipol si distingue non solo nel panorama nazionale, ma anche
oltre i confini del nostro Paese: lo spazio – ampio
e prioritario – riservato agli stakeholder.
Sottolineo questo elemento per un duplice motivo. Innanzitutto
perché la parola data agli stakeholder rappresenta
un modo per contrastare un primo equivoco di cui il Bilancio
Sociale può essere accusato: quello di essere uno strumento
manipolabile e perciò manipolatorio, in quanto l’impresa
decide a sua discrezione i temi da affrontare, i dati da rendere
noti, forzando inoltre le interpretazioni da dare ai dati
stessi.
“La voce degli stakeholder” da sola non è
in grado di spezzare questa logica, ma certamente costituisce
una breccia nella cortina dell’autoreferenzialità.
Il secondo motivo va ancora più al cuore del problema.
Una seconda accusa spesso mossa al Bilancio Sociale è
che esso non costituisce altro che una leva di comunicazione,
lasciando di fatto inalterati i processi di gestione. Invece
la presenza de “La voce degli stakeholder” implica
la precedente introduzione di momenti di ascolto e dialogo
con gli stakeholder critici: con gli agenti, con i dipendenti,
con i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni dei
consumatori, e altri ancora.
Il dialogo, se sincero, una volta attivato, a qualche novità
sostanziale conduce, qualcosa cambia, sia nella concezione
di fondo sia nelle decisioni operative. Sarebbe interessante,
in proposito, identificare, nell’ormai ultra-decennale
esperienza di Unipol, quali siano stati i contributi forniti
dal dialogo via via intensificato con i vari interlocutori.
Dobbiamo considerare che queste forme di coinvolgimento hanno
il potere di ricordare la natura profonda di un’impresa:
quella di essere un patrimonio, certamente controllato da
alcuni (molti, in questo caso specifico), ma che costituisce
un fattore di stabilità, di sviluppo e di ricchezza
per l’intera società.

Rita Borsellino
Presidente Onorario Libera
(Associazioni, nomi e numeri contro le mafie)
La pubblicazione del Bilancio Sociale della Unipol è
una bella occasione per sottolineare l'impegno comune e l'amicizia
con l'associazione Libera, che ormai va avanti da anni con
risultati sempre più concreti ed entusiasmanti.
Ma al di là della mia riconoscenza come presidente
onorario dell'Associazione vorrei sottolineare il mio sentimento
personale nei confronti di una realtà come Unipol,
nella quale ho riconosciuto lo stesso forte impegno morale
e civile che ha spinto me, dopo i tragici fatti del 1992,
a mettermi in gioco e a cercare solidarietà e partecipazione,
consapevole che da soli non si va da nessuna parte, che da
soli non si può. L'attenzione alle persone, il metterle
al centro, è il presupposto da cui siamo partiti dieci
anni fa in Sicilia con la Carovana antimafia dell'Arci, e
da allora strada ne abbiamo fatta tanta, incontrando in questi
anni, insieme a Unipol, tanti compagni di viaggio, che hanno
questo nostro stesso approccio. Lungo questa strada scambiamoci
allora un augurio di buon lavoro e buon cammino.