Unipol e la responsabilita' sociale d'impresa

L’evoluzione del Bilancio Sociale in Unipol è cresciuta di pari passo con quella del processo di coinvolgimento e inclusione di tutti i portatori di interesse e con il crescente impegno dell’Azienda sui temi e sulle attività più direttamente riconducibili alla Responsabilità Sociale d’Impresa.

La storia di Unipol e le sue profonde radici cooperative giocano un ruolo determinante, ma l’investimento in Responsabilità Sociale nei dodici anni di Bilancio Sociale è costantemente andato oltre, rappresentando una scelta strategica fortemente voluta dalla Presidenza.

È innegabile il ruolo di precursore che Unipol ha giocato sul fronte del Bilancio Sociale e della Responsabilità Sociale d’Impresa. Questo ha portato Unipol ad avere una forte reputazione sul tema: oltre ad essere ritenuta una best practice, è diventata anche un caso di studio ed è oggetto di tesi e ricerche. Una reputazione costruita nel tempo, con il pieno sostegno dei vertici, con la ferma convinzione dell’azienda e di tutti i suoi attori, con l’accumulo di competenze e professionalità e lavorando con gli interlocutori del sociale, validi partner per l’implementazione delle proprie politiche di Responsabilità Sociale.
Un “modo di fare impresa” che impatta sulla possibilità di aggregare consensi e risorse, senza prescindere dalla consapevolezza di quelle che sono le aree critiche e di attenzione di un’impresa assicurativa. Perché fare impresa in modo responsabile non significa fare beneficenza o filantropia, ma presuppone ed implica un “diverso” modo di svolgere la propria attività economica, nel rendere possibile e manifesta un’autonoma azione dei suoi stakeholder, nel coinvolgimento di essi nel bilanciamento dei diversi interessi in gioco, al fine di esplicitare una comune strategia di Responsabilità Sociale, che renda coerente e accettabile l’attività d’impresa nella comunità in cui essa opera e interagisce.
Unipol, nel corso di questi anni, ha attivato diverse partnership privilegiando progetti di lungo periodo, e non occasionali, con interlocutori che per la loro autorevolezza possono costituire esperienza e punti di riferimento per una materia, la Responsabilità Sociale d’Impresa, che necessita ancora di sistematizzazione ed evoluzione. Qui di seguito, alcuni dei principali progetti a cui Unipol partecipa. Le schede riportate sono state redatte direttamente dagli stessi partner coinvolti.

 

Attività del Tavolo Q-RES 2004-05

La missione del progetto Q-RES è “promuovere una visione dell’organizzazione basata sul contratto sociale con gli stakeholder, attraverso la definizione di un nuovo standard certificabile della Responsabilità etico-sociale delle organizzazioni, che ne tuteli la reputazione e l’affidabilità”.
Le attività del Tavolo Q-RES nel 2004 e nei primi mesi del 2005 si sono focalizzate su due fronti: il primo riguarda la dimensione europea e internazionale del dibattito sugli standard di CSR; il secondo la messa a punto di un processo di validazione dello Standard Q-RES.

  • Il contributo al dibattito internazionale sugli standard di CSR
    Nel corso del 2004 Q-RES ha realizzato quattro Tavole Rotonde Europee nell’ambito della ricerca svolta in collaborazione con i centri di ricerca e le organizzazioni partner di Q-RES in Germania (ZfW-Centre for Business Ethics di Costanza), Regno Unito (AccountAbility e il SIGMA Project) e Francia (AFNOR) sulla convergenza tra gli standard di CSR.

Parallelamente alla dimensione Europea, il Progetto Q-RES ha rafforzato i propri legami con iniziative internazionali, entrando a far parte del nuovo Gruppo di Lavoro sulla Responsabilità Sociale costituito dall’ISO. Si tratta di un Gruppo di Lavoro internazionale (oltre 40 Paesi rappresentati) con il mandato di elaborare il futuro standard ISO 26000 (data di pubblicazione prevista: 2007). Q-RES risulta citato tra gli standard di CSR internazionali presi in considerazione dall’ISO.

  • Il processo di validazione dello Standard Q-RES
    I membri del Tavolo Q-RES, sotto la guida del Gruppo Normatore, hanno dato avvio al processo di validazione dello Standard Q-RES, che prevede come prima fase la realizzazione di un’auto-valutazione da parte di un campione di imprese del grado di aderenza ai requisiti dello Standard Q-RES. Un team di valutatori, formato da ricercatori del CELE e membri del Gruppo Normatore, ha realizzato una serie di visite di validazione presso le imprese partecipanti, simulando una visita ispettiva da parte di un organismo di futura certificazione.
    I risultati emersi dalla prima fase del processo di validazione porteranno nell’autunno del 2005 a formulare alcune ipotesi di miglioramento dello Standard Q-RES e alla definizione delle procedure di verifica.


Impronta Etica

Nel 2002 Unipol ha deciso di aderire come socio ad Impronta Etica, associazione non profit nata nel 2001 su iniziativa di un gruppo di imprese emiliane per promuovere il tema della Responsabilità Sociale di Impresa (RSI).
A quattro anni dalla sua nascita, oggi fanno parte di Impronta Etica 19 aziende accomunate da un obiettivo: creare una rete tra imprese ed organizzazioni che intendono l’impegno sociale una parte essenziale della propria missione e si attivano in pratiche di Responsabilità Sociale.
All’interno del network il confronto, il dialogo e lo scambio di sinergie reciproche rappresentano elementi basilari, così come ribadito nel Manifesto “Per una Responsabilità Sociale che sia elemento distintivo dello sviluppo sostenibile”, pubblicato dall’Associazione nel luglio 2003.
Obiettivi principali dell’associazione sono:
n essere un luogo di incontro e di discussione per riflettere sulle tematiche della RSI e dell’etica di impresa;
n valorizzare e rendere più efficaci le esperienze maturate dagli associati;
n stimolare le imprese a sviluppare nuove esperienze, ideando strumenti e processi nuovi, operando negli ambiti attuali d’interesse economico;
n mettere in relazione i soci con analoghe istituzioni nazionali ed internazionali.
Le attività chiave svolte dall’associazione sono:

  • l’organizzazione di gruppi di lavoro con i soci su tematiche di interesse comune: nel corso del 2004 sono state pubblicate linee guida sulla mobilità sostenibile e sulla comunicazione della propria Responsabilità Sociale;
  • lo sviluppo di canali di comunicazione e di informazione, tramite la pubblicazione di newsletter, la partecipazione a diversi convegni e seminari per promuovere le tematiche della RSI e diffondere le buone pratiche dei soci in materia, l’organizzazione di eventi che rappresentano importanti momenti di confronto aperti a diversi soggetti, dal mondo delle imprese a quello accademico;
  • l’aggiornamento costante sugli sviluppi in materia di RSI: a livello europeo Impronta Etica è National Partner Organization del CSR Europe (network europeo per la promozione della Responsabilità Sociale); a livello nazionale l’associazione partecipa al Forum Italiano Multistakeholder per la RSI, istituito dal Ministero del Welfare;
  • la realizzazione di progetti di ricerca considerati chiave dai propri soci per lo sviluppo di una responsabilità sociale che si concretizzi in un modo diverso di fare impresa: sono stati avviati nel 2004 due progetti che hanno avuto come oggetto gli strumenti e le politiche per la gestione della diversità in azienda ed il ruolo della Pubblica Amministrazione nello sviluppo della Responsabilità Sociale presso le imprese del territorio.

Si è conclusa, inoltre, una ricerca sul tema del coinvolgimento degli stakeholder all’interno delle imprese nei primi mesi del 2005.

Cittadinanzattiva

Cittadinanzattiva è un movimento che opera per promuovere la partecipazione civica e la tutela dei diritti dei cittadini.
Si tratta di un’organizzazione con oltre 70.000 aderenti, diffusa su tutto il territorio nazionale, impegnata in vari ambiti: dalla salute alla giustizia, dai diritti dei consumatori alla scuola.
Da diversi anni Unipol ha un rapporto di partnership con Cittadinanzattiva su una serie di tematiche. In particolare, l’azienda sostiene Cittadinanzattiva nella diffusione della conoscenza e nell’implementazione del principio della Sussidiarietà, introdotto nella nostra Costituzione con l’articolo 118, ultimo comma. Il principio di Sussidiarietà prevede che le Istituzioni e le Amministrazioni favoriscano i cittadini singoli e associati nello svolgimento di funzioni di interesse generale.
Unipol condivide l’impostazione di Cittadinanzattiva, secondo la quale anche le imprese, in quanto parte della società civile, hanno il potere e la responsabilità di svolgere tali funzioni. Proprio per questa ragione, Unipol ha sostenuto le Convenzioni Nazionali sulla Sussidiarietà, svolte nel 2004 e nel 2005, e la seconda Giornata Nazionale sulla Sicurezza nelle Scuole del 25 Novembre 2004.


Gruppo di Frascati

In quest’ottica di “responsabilità allargate e condivise”, Unipol fa parte del Gruppo di Frascati per la Responsabilità Sociale d’Impresa, costituitosi nel 1999 per iniziativa di Cittadinanzattiva, il cui fine è promuovere una nuova cultura imprenditoriale: la cittadinanza d’impresa.
“Cittadinanza d’impresa” significa conciliare le esigenze del mercato con la tutela dei beni comuni e dell’interesse generale. Significa agire in modo responsabile nei confronti degli stakeholder dell’impresa.

Il Gruppo di Frascati, nel corso del 2004, si è distinto per aver realizzato con Cittadinanzattiva una serie di iniziative:

  • n è stato partner della seconda annualità del progetto “Obiettivo Barriere”, che ha riguardato “sport e disabilità”, per affermare il diritto all’uguaglianza nell’accessibilità ai luoghi dello sport, sia in quanto spettatori sia in quanto attori;
  • è stato partner nella realizzazione del quarto seminario internazionale sulla CSR “Taking CSR seriously” che si è svolto a Frascati il 15 e 16 Ottobre 2004;
  • ha promosso, insieme ad altri soggetti istituzionali, parti sociali e imprese sensibili ai diritti umani e alla responsabilità sociale d’impresa, il Global Compact Network per la Responsabilità Sociale d’Impresa, il primo network italiano per la promozione e la diffusione del Global Compact di Kofi Annan e la realizzazione di un ciclo di seminari tematici su vari aspetti della CSR (la comunicazione, le PMI, gli strumenti, ecc.);
  • nel corso del 2004, il Gruppo di Frascati ha elaborato un secondo parere sullo standard CSR-SC redatto dal Ministero del Welfare.

Forum per la Finanza Sostenibile

Il Forum per la Finanza Sostenibile è un’associazione senza scopo di lucro, la cui missione è la promozione della cultura dello sviluppo sostenibile presso la comunità finanziaria italiana.
L’attività del Forum, in particolare, è mirata alla crescita degli investimenti socialmente responsabili, quelli cioè che riescono a produrre, oltre ad un rendimento finanziario, anche benefici ambientali e sociali. Questo obiettivo si realizza introducendo criteri di selezione dei titoli presenti in un portafoglio finanziario che tengano conto anche di aspetti sociali e ambientali, o partecipando attivamente alla vita delle società partecipate per influenzarne le strategie nella direzione di una maggior Responsabilità Sociale.
Nel corso del 2004, l’impegno più importante del Forum è stato rappresentato dal filone relativo agli investitori istituzionali, organizzato all’interno di un programma intitolato “Futuro di Valore”: è stato creato un gruppo di lavoro multistakeholder che ha valicato l’elaborazione di un manuale teorico e operativo destinato ai Fondi Pensione, che spiega che cos’è l’investimento socialmente responsabile, perché un investitore istituzionale dovrebbe considerarlo e come, nella pratica, si può realizzare. La pubblicazione è stata presentata nell’ambito di un seminario di alto profilo istituzionale.
Il Forum ha poi avviato un altro progetto, denominato “Finanza, globalizzazione e sostenibilità”, che si pone l’obiettivo di aiutare le istituzioni finanziarie a valutare gli impatti ambientali e sociali dei processi di internazionalizzazione dell’economia e a intervenire opportunamente per ridurre quelli più negativi. Inoltre, è stato avviato un progetto di educazione finanziaria rivolto ai cittadini. È proseguita la tipica attività di informazione, formazione e divulgazione, in primo luogo attraverso una grande conferenza internazionale su “Corporate Governance, Social Responsibility and Sustainable Investment”, organizzata assieme ad ABI ed Eurosif a Roma nel febbraio 2004, poi, attraverso vari seminari tematici, tra cui vale la pena di ricordare quello su SRI e organizzazioni religiose.
A livello di lobby istituzionale, il Forum ha promosso l’approvazione di una norma all’interno della legge di riforma del sistema pensionistico in base alla quale i Fondi Pensione dovranno comunicare se ed in quale misura tengono conto degli aspetti ambientali e sociali nelle loro politiche di investimento e nell’esercizio dei diritti di voto.

UIL Democrazia Economica

Il boom dell’etica prosegue, cresce e si diffonde la sensibilità dei consumatori sui temi del sociale e le nostre imprese colgono al volo questa tendenza.
Sono passati più di tre anni da quando la UIL ha sentito l’esigenza di approfondire il dibattito su questi temi. Primi tra tutte le Organizzazioni Sindacali, abbiamo aperto, allora, una porta di una “casa” che - pur ospitando temi che storicamente fanno parte del DNA - non aveva mai aperto il proprio uscio al Sindacato.
In quella occasione parteciparono nomi tra i più rappresentativi fra coloro che hanno contribuito a costruire nel nostro Paese il tessuto della RSI e noi avanzammo un’analisi che denunciava opportunità e insidie nelle politiche di ne Responsabilità Sociale e l’evidente legame che corre tra la RSI e le politiche di Democrazia Economica, che sono la parte più significativa e fondamentale del “coinvolgimento”: come segnalammo, il passaggio alla RSI di una azienda non può che partire dalla difesa dei Diritti e dalla partecipazione dei lavoratori.
Che cosa è cambiato in questi anni? Come sono maturati i tempi della RSI? Cosa ha fatto e cosa può fare il Sindacato?
Il Sindacato Europeo ha trovato una sintesi che si concretizza nella necessità di mettere ordine nel campo della RSI e nel definire un quadro di riferimento di regole certe cui attenersi, dopo aver scelto - volontariamente - di diventare un’impresa responsabile. Il nostro parere è che la Commissione Europea dovrebbe innanzi tutto delineare un quadro che oltrepassi il Libro Verde e che fornisca un’immagine più rappresentativa delle esperienze della realtà europea, superando (in positivo) l’approccio preminentemente anglosassone della materia attuale.
In Italia, l’interesse riservato ai temi della RSI è stato grande. La maggior parte di esse sono state promosse dalle imprese o dalle loro categorie, con il risultato di evidenziare solo alcune delle opportunità offerte dalla RSI.
Non siamo d’accordo (e lo abbiamo dichiarato più volte) con l’impostazione che si concentra sul “corporate giving” e che individua nella beneficenza il fulcro della RSI. La RSI è prima di tutto Democrazia Economica: diritti, coinvolgimento, trasparenza della corporate governance e partecipazione.
Ciò che auspichiamo è che si evidenzi la netta distinzione fra responsabilità sociale e conquiste sociali, fra volontarietà e contrattazione, fra forum multistakeholder e relazioni industriali.
È importante definire dei criteri minimi dai quali sviluppare ed incentivare le pratiche di Responsabilità Sociale: quello che due anni fa chiamammo benchmark sociale e che oggi possiamo definire un quadro di riferimento minimo su cui costruire la Responsabilità Sociale, la struttura portante della RSI. Stiamo elaborando i “nostri indicatori” con la voglia di chi chiede chiarezza e punti fermi fra diritti e beneficenza. L’obiettivo è quello di costruire una griglia che permetta di fornire una fotografia delle politiche di un’impresa che partano dall’applicazione di quanto elaborato in sede contrattuale e dalle relazioni industriali ed evidenzino tutti quegli sforzi in più che una azienda, volontariamente, decide di assumere in sintonia e condivisione con i suoi stakeholder.
Il coinvolgimento nei processi, la democrazia economica nelle scelte aziendali e la trasparenza devono rappresentare la vera unità di misura della Responsabilità Sociale, legata ai processi di sviluppo, senza perdere mai di vista le problematiche del territorio e della sostenibilità. Il percorso della vera Responsabilità Sociale parte necessariamente dal ripensamento delle regole di
“governance” delle imprese.
Con queste idee e con questa consapevolezza, la UIL Democrazia Economica ha promosso una collaborazione permanente con la struttura di Unipol che si occupa della RSI, una collaborazione di ampio respiro che va oltre il Bilancio Sociale (si veda, ad esempio, il progetto sulla Società Cooperativa Europea), per il suo ruolo finora svolto di “battistrada” e perché i valori originari d’impresa e le modalità con cui finora ha portato avanti il confronto sulla RSI possano essere risorse concrete di esperienze anche per il Sindacato italiano.

Adiconsum

È un’Associazione di Consumatori costituita nel 1987 su iniziativa della CISL, la quale opera a tutela dei consumatori in piena autonomia dalle imprese, dai partiti, dal governo e dallo stesso sindacato. Adiconsum è riconosciuta Associazione rappresentativa a livello nazionale e fa parte del CNCU presso il Ministero delle Attività Produttive.
L’associazione svolge la propria attività in vari settori, per i quali ha istituito dipartimenti specializzati, fra i quali: qualità e sicurezza dei prodotti, risparmio energetico e salvaguardia dell’ambiente, servizi finanziari e assicurativi, alimentazione, educazione dei cittadini al consumo consapevole. Adiconsum gestisce anche il fondo prevenzione usura, operante a livello nazionale, istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in riferimento all’Art. 15 della Legge sull’usura n. 108/96.
Ogni giorno oltre 250.000 consumatori ricevono assistenza individuale presso le oltre 283 sedi territoriali Adiconsum. Negli ultimi anni l’associazione ha maturato un impegno crescente sul tema della Responsabilità Sociale d’Impresa e lo ha concretizzato con l’avvio di ricerche e studi sull’argomento, campagne informative e convegni, con il supporto della Commissione Europea, DG lavoro e affari sociali. Il primo progetto, denominato “La scelta etica”, ha portato alla pubblicazione di una guida al consumo socialmente responsabile e di un rapporto di ricerca sulla certificazione in materia di CSR (Corporate Sociale Responsability).
Il secondo progetto “Ethma - Ethics&Market” sulla finanza etica, ha realizzato un rapporto di analisi sui fondi d’investimento etici in Italia, una guida al risparmio e investimento socialmente responsabile, un convegno e una campagna di sensibilizzazione degli operatori.
Il terzo “SA&Co. - Social Accountability & consumers”, sta conducendo uno studio sui Bilanci Sociali nell’ottica consumer oriented per favorirne la diffusione tra i consumatori. Unipol ha manifestato interesse per questo progetto, decidendo di aderirvi in qualità di sostenitore, mettendo a disposizione la propria esperienza e il proprio decennale impegno nel campo della CSR.
Adiconsum collabora, inoltre, con il gruppo di lavoro del progetto CSR-SC del Ministero del Welfare, partecipa a numerosi comitati stakeholder, all’osservatorio OSIF sulla sostenibilità dell’impresa e della finanza e al Forum per la Finanza Sostenibile.

 
 
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