Presentazione
Giovanni Consorte
Presidente e Amministratore Delegato di Unipol Assicurazioni
La presentazione annuale del Bilancio Sociale costituisce
uno degli appuntamenti aziendali più attesi. Da 12
anni, infatti, affianchiamo, al nostro Bilancio Economico,
il Bilancio Sociale, seguendo un’esperienza che in Italia
ha visto fare da battistrada proprio le imprese del mondo
cooperativo, per poi allargarsi alle aziende più avanzate
del settore privato, fino a coinvolgere – e ci auspichiamo
sempre più – i settori dell’Amministrazione
Pubblica e del non profit. In questi anni di rendicontazione
sociale ci siamo continuamente messi in discussione confrontandoci
con le esperienze internazionali più avanzate, con
gli standard di rendicontazione più impegnativi, per
poter rendere ancora più evidente non solo la scelta
di voler perseguire la Responsabilità Sociale d’Impresa
da parte della Compagnia, ma soprattutto quanto essa derivi
dalla natura del governo di Unipol e dalla sua specificità,
legata alle principali componenti d’impresa: proprietà
cooperativa, Organizzazioni Socie, dipendenti, agenti.
Il processo di impostazione, rendicontazione ed elaborazione
del Bilancio Sociale riesce a coinvolgere gran parte delle
strutture aziendali.
Le procedure di partecipazione, i panel Multistakeholder,
i panel con gli Agenti e con i dipendenti, i confronti e i
progetti attivati nel corso dell’anno, socializzano
ed integrano in modo ampio e con i diversi interlocutori d’impresa,
sia l’esperienza di rendicontazione sociale sia lo sviluppo
della strategia di Responsabilità Sociale d’Impresa.
Con gradualità e pazienza si superano atteggiamenti
antagonisti, conflittuali e si ricreano occasioni di cooperazione
e di collaborazione tra l’impresa, le sue strutture
e i diversi stakeholder.
Il Bilancio Sociale ha reso più visibile e codificata
la prassi della Responsabilità Sociale d’Impresa.
È stato utile in termini di comunicazione, di verifica
della strategia sociale e persino come strumento di gestione.
Il Bilancio Sociale ha creato l’occasione per ridefinire
e ribadire, verso tutti gli stakeholder, i valori base di
Unipol: la qualità del servizio, il rapporto con i
Clienti, la trasparenza, la collaborazione con le Organizzazioni
Socie e la comunità di riferimento, l’importanza
dell’apporto della persona, del dipendente nel processo
lavorativo. Tutti questi valori sono contenuti nella missione
aziendale, che non a caso apre ogni edizione del Bilancio
Sociale: sono i valori che costituiscono il presupposto essenziale
della Responsabilità Sociale d’Impresa.
Un decennio fa Unipol si collocava alla 9° posizione delle
compagnie operanti in Italia. Da allora, con gradualità
e costanza, abbiamo progressivamente guadagnato posizioni.
Negli ultimi cinque anni il Gruppo Unipol ha quintuplicato
la sua dimensione, dopo le acquisizioni di Meie, Winterthur
Italia e Navale. Il combined ratio (indice di efficienza operativa)
del Gruppo è sceso di dodici punti ed è sotto
la media di mercato.
Oggi siamo il 3° Gruppo assicurativo del Paese e stiamo
costruendo il primo conglomerato finanziario italiano di origine
assicurativa.
In questi anni abbiamo creato valore ed efficienza per l’impresa,
abbiamo distribuito dividendi per i nostri azionisti, creato
occupazione e stabilità per i nostri dipendenti, così
come si è data sicurezza e continuità ai nostri
fornitori; per i nostri clienti abbiamo erogato un servizio
sempre più efficiente, di qualità, rendicontato
con trasparenza in ogni Bilancio Sociale, abbiamo creato occasioni
di sviluppo e limitato l’impatto in ciascuna comunità
dove si trovano i nostri insediamenti, e allo Stato abbiamo
pagato le tasse dovute.
Con tutti i nostri stakeholder il confronto è stato
continuo e costruttivo, e continuerà ad esserlo al
di là delle diversità di opinioni riscontrate;
da sempre siamo abituati a rispondere delle nostre scelte
a tutte le componenti d’impresa. È un comportamento
dovuto: Unipol, infatti, è cresciuta grazie alle loro
motivazioni, al loro senso di appartenenza, alle loro capacità;
esse hanno fatto in modo che il progetto d’impresa di
Unipol si concretizzasse come obiettivo tangibile, ma fedele
sempre a una diversità ancorata ai valori dell’Economia
Sociale e del mondo del lavoro.
Bologna, 30 giugno 2005 |