panel Dipendenti Unipol
Bologna, 26 Maggio 2005

 

Partecipanti  

DIPENDENTI
Giuseppe Bottari Proc.re e Ass.za Sist. Liq.vi
Pierluigi Cantelli Ramo Vita
Gioia Capecchi Ramo Vita
Alessandra Cevolani Sertel Sala A
Martina Cito BDG Controllo Economico
Sabrina D'Angelo Sertel Sala B
Roberto Gasparotto Rev. Area Sinistri
Luigi Grannò SW Vita Individuali Trad.li
Mauro Griesi Uff. PTF Broker
Marco Lokar Staff Divisione Commerciale
Marco Mariani Unipol Risponde
Valeria Pancaldi Uff. Riass. Pass. Rami Danni
Paolo Proietti Contr. Sx/Delega Altri
Serena Resca Contr. BDG Costi Generali
Angelo Rossello Posta Commessi e Decadi
Enrico Soverini Sertel Sala A
 
Franco Malagrinò Resp. Unità Bilancio Sociale
Chiara Caselli Collab. Unità Bilancio Sociale
Marisa Francione Collab. Unità Bilancio Sociale
 
ENTI TERZI
Valeria Fazio SCS Azioninnova
Silvia Modena SCS Azioninnova
Stefano Romagnoli KPMG

 
 
Obiettivi


Anche per l’edizione relativa al 2004 del Bilancio Sociale, si è proseguito nel processo di coinvolgimento dei Dipendenti dell’azienda, attraverso un panel interamente dedicato. All’incontro hanno preso parte 16 collaboratori, selezionati in base a criteri che potessero garantire una adeguata rappresentatività per area aziendale, livello di professionalità e anzianità di servizio.
L’incontro ha cercato di cogliere le valutazioni dei partecipanti in merito al Bilancio Sociale - inviato preventivamente a tutti - e di stimolare e ottenere opinioni e suggerimenti relativi a una policy di Responsabilità Sociale coerente con la percezione dei valori di riferimento dell’azienda e delle imprese dell’Economia Sociale. Il focus group si è aperto con un momento formativo di approfondimento teorico, al fine di condividere i presupposti per la discussione, fornendo e condividendo le principali nozioni di base sul tema della Responsabilità Sociale.
Le macroaree su cui si è focalizzata l’attenzione hanno riguardato:

  • il percorso di consolidamento della Responsabilità Sociale d’Impresa, con alcune nozioni in merito a significato, benefici e strumenti operativi;
  • il Bilancio Sociale di Unipol Assicurazioni, quale strumento all’interno del complesso sistema di RSI. Sono stati analizzati i processi evolutivi che hanno caratterizzato il documento negli ultimi anni e, conseguentemente, sono stati evidenziati gli obiettivi di miglioramento per il 2005.
I partecipanti al panel sono stati successivamente divisi in gruppi per la
discussione.
Infine, la sessione plenaria - a conclusione del panel - ha favorito la condivisione dei risultati delle discussioni. Il focus group è stato condotto con il supporto della società di consulenza e in assenza dei dirigenti di Unipol, per permettere ai Dipendenti partecipanti una più libera espressione delle proprie opinioni, non condizionata o vincolata. A favore della totale trasparenza del processo, è utile sottolineare la partecipazione al panel di un revisore della KPMG, società incaricata di svolgere l’attestazione del Bilancio Sociale.




Sintesi dell’incontro

Chiamati a esprimere liberamente valutazioni e suggerimenti, i Dipendenti hanno mostrato vivo interesse per il tema della Responsabilità Sociale d’Impresa. Dall’incontro è emerso un diffuso apprezzamento per l’iniziativa di coinvolgimento realizzata esplicitando, inoltre, la volontà di avere maggiori occasioni per un confronto diretto con i vertici dell’azienda.
I partecipanti sono stati incoraggiati a riflettere:
(1) sulle modalità con cui la RSI può influenzare i processi caratteristici dell’azienda (si è discusso su quali possano essere le azioni da porre in atto nell’attività corrente per rendere operativa la Responsabilità Sociale ad ogni livello) e
(2) sulle modalità attraverso cui la RSI può tradursi in un impegno concreto a beneficio della collettività (sono emerse delle possibili azioni di solidarietà, impegno civile e cittadinanza d’impresa che abbiano un impatto positivo per l’intera comunità).
Per entrambe le riflessioni i partecipanti sono stati invitati altresì ad indicare i beneficiari delle azioni suggerite (azienda, Dipendenti e vari stakeholder).
Considerando le esigenze dei Dipendenti di Unipol, prima di tutto in quanto “cittadini” della comunità in cui l’azienda opera, sono emersi interessanti spunti che potrebbero avere un impatto rilevante sulle performance sociali e ambientali dell’impresa.
I partecipanti al panel si sono ritrovati nella condivisione di una visione e di un approccio alla Responsabilità Sociale di Impresa che coniughi il raggiungimento del profitto con la volontà/capacità di soddisfare le esigenze dei clienti e degli altri stakeholder, consentendo un aumento del vantaggio competitivo rispetto ai competitors e un miglioramento della reputazione aziendale.


La gestione dell’attività caratteristica


L’attenzione alla valorizzazione del Dipendente - attraverso modalità diverse - è stata al centro della discussione in merito ai processi interni: un consistente investimento sulla formazione e sulla comunicazione interna, oltre a favorire una maggiore motivazione, identificazione e attaccamento all’azienda, potrebbe tradursi anche in un miglioramento del servizio offerto ai clienti.
Quanto alla gestione caratteristica, viene riconosciuta, inoltre, la capacità di Unipol di “leggere” la realtà sociale ed economica in cui nascono i bisogni di lavoratori e cittadini, fornendo risposte alle correnti problematiche sociali e ambientali. Più nel dettaglio:

  • si auspica maggiore attenzione e rispetto (da parte di Unipol) verso i propri Dipendenti. Come presupposto, sarebbe necessaria un’analisi dei bisogni articolabili in:
    • personali (relativi al singolo Dipendente);
    • culturali (pertinenti alla diffusione di informazioni di carattere generale, quali - per esempio - i meccanismi di funzionamento delle assicurazioni negli altri Paesi europei, le strutture delle altre società del Gruppo, in modo da superare un visione settoriale e - soprattutto -
      circoscritta alla posizione e al ruolo ricoperto dal singolo);
    • professionali (riferendosi agli aspetti del ruolo e dei meccanismi di crescita professionale).
  • Permanendo sul fronte più strettamente professionale, la forte valorizzazione delle risorse umane potrebbe essere sostenuta dall’offerta formativa: Unipol potrebbe valorizzare l’attività di informazione e formazione rivolta ai Dipendenti - e ai neoassunti - evidenziandone il carattere di continuità. Questo si tradurrebbe in benefici per l’azienda - in termini di efficienza ed efficacia organizzativa - e, di conseguenza, per il cliente finale, in termini di un migliore servizio e di una maggiore qualità dello stesso.
  • Nell’ambito della definizione delle tariffe, viene enfatizzata la dimensione relativa alla tutela dell’ambiente: i partecipanti propongono una tariffazione diversificata che miri a incentivare l’utilizzo di mezzi meno inquinanti. La logica sottesa a tale proposta sarebbe volta alla valorizzazione dei soggetti che operano scelte consapevoli in termini di rispetto per l’ambiente. Per l’azienda il ritorno sarebbe un miglioramento della propria reputazione e “dell’immagine sostenibile”.
  • In tema di prodotti, la discussione si è indirizzata verso:
    • il ruolo significativo che l’azienda è in grado di svolgere nella promozione e nella diffusione di strumenti di previdenza integrativa (Long Term care), rispondendo a bisogni sociali che stanno sempre più emergendo (quali, ad esempio, quelli concernenti la tutela degli anziani non autosufficienti);
    • la necessità di una comunicazione più chiara sui vantaggi che i prodotti Unipol hanno, rispetto a quelli dei competitor. Un maggiore sforzo comunicativo sulle garanzie, sui costi, etc. consentirebbe di rendere visibili all’esterno gli elementi di differenziazione dell’offerta di Unipol ai clienti che le permettono di distinguersi sul mercato.

I progetti per la comunità

I Dipendenti hanno evidenziato la rilevanza del ruolo sociale ed educativo che Unipol potrebbe svolgere verso la comunità esterna, proponendo - su questo fronte - differenti linee di intervento.

  • Un elemento di particolare importanza è legato alle tipologie di rischi
    ricorrenti nella fascia di popolazione rappresentata dagli adolescenti: si suggerisce la realizzazione di una ricerca sul tema, auspicabilmente effettuata dalla Fondazione Cesar con il supporto di esperti e associazioni che promuovono la sicurezza stradale (come, ad esempio, SicurStrada).
    I vantaggi conseguenti vengono individuati:
    • nel miglioramento della reputazione dell’impresa, che dimostra, in tal modo, una maggiore attenzione verso le problematiche giovanili;
    • nell’utilizzo di un differente ed efficace canale di comunicazione con i giovani;
    • nell’approccio ad un potenziale - nel breve/medio periodo - target di clientela.
La diffusione di questo intervento potrebbe avvenire con il naturale coinvolgimento delle scuole, e una capillare diffusione dei risultati della ricerca attraverso i canali di comunicazione dell’azienda (ad esempio, il sito web).
  • Un’ulteriore sfera di interesse riguarda il tema della formazione al lavoro: Unipol, che già negli ultimi anni ha dato notevole contributo all’inserimento occupazionale dei giovani, potrebbe promuovere stage e borse di studio che rappresenterebbero un momento fondamentale di formazione lavorativa e di acquisizione di conoscenze specifiche (anche al fine di un’eventuale futuro inserimento).
  • Il coinvolgimento dell’impresa in attività che abbiano un’utilità sociale è un ulteriore tema emerso nell’ambito del panel: proattivamente i Dipendenti hanno riflettuto su come potrebbero mettere le proprie competenze e conoscenze al servizio della comunità locale.
    È, infatti, emersa una volontà ad attivarsi in iniziative a favore di categorie deboli della Società. Un esempio potrebbe essere quello di trasferire - tramite momenti di formazione - le proprie conoscenze in ambito informatico o nell’ambito della sicurezza domestica a favore degli anziani: questo si tradurrebbe in un aumento della fiducia nei confronti dell’azienda e nella soddisfazione dei Dipendenti per aver contribuito ad azioni concrete di solidarietà e impegno civile.
  • Iniziative a favore dei Dipendenti e della comunità esterna sono, inoltre, legate al problema della conciliazione tra vita privata e lavoro: nell’ottica del miglioramento della soddisfazione dei Dipendenti, di una maggiore compatibilità tra strutture produttive e comunità locale, Unipol potrebbe assumere il ruolo di capofila verso altre imprese e verso il comune di Bologna per la realizzazione di un asilo nido e/o spazi educativi.
    L’intervento dovrebbe essere pensato con una logica allargata, in modo da coinvolgere anche i dipendenti delle imprese circostanti e gli abitanti dei quartieri limitrofi, offrendo una risposta concreta ai bisogni di tutela e di sostegno alle famiglie.
  • Per i Dipendenti è di particolare interesse, come emerso dal panel, il tema dell’ambiente: denunciano il forte impatto dei problemi relativi alla logistica che ogni giorno provoca un intenso traffico veicolare intorno alla sede di via Stalingrado. Partendo dal presupposto che “un’azienda come la nostra, per il solo fatto di esistere ha un impatto sull’ambiente circostante”, l’attenzione verso la riduzione dell’inquinamento atmosferico, dovuto agli spostamenti casa-lavoro, si potrebbe concretizzare nella proposta di interventi di “mobilità sostenibile” quali, ad esempio, lo sviluppo di convenzioni specifiche con l’Azienda di Trasporti Pubblici ATC. Inoltre, è auspicabile un ruolo di Unipol come promotore di azioni sinergiche con le Istituzioni locali e con le realtà aziendali vicine (ad esempio, le aziende del Fiera District), nello sviluppo di un modello di mobilità sostenibile.
  • Rimanendo sempre all’interno delle tematiche ambientali, è percettibile la sensibilità da parte dei Dipendenti per il miglioramento dell’impatto ambientale delle attività caratteristiche della gestione corrente.
    Nello specifico, l’impegno dell’azienda dovrebbe andare nella riduzione dell’impatto derivante dal consumo di carta, riducendone al minimo lo spreco. Ad esempio, si guarda con favore all’utilizzo di soluzioni tecnologiche utili a tal fine, consentendo la diffusione di documenti ottici, soprattutto in alcune fasi dei processi (come la verifica).
  • È stata colta l’importanza della collaborazione fra Unipol e le Associazioni attive nella tutela ambientale, tramite sponsorizzazioni o collaborazioni a progetti. I Dipendenti si sentono parte attiva del processo, mostrando una diffusa e condivisa volontà di stimolare l’azienda affinché promuova iniziative di questo genere. In sintesi, è stato più volte ribadito che tali interventi, oltre a permettere la riduzione dell’impatto ambientale, consentirebbero un rafforzamento dell’immagine aziendale e avrebbero un riflesso positivo sulla vita dei Dipendenti e, più in generale, sulla collettività.
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