Nota metodologica
Obiettivo di questa nota è fornire non solo le indicazioni
sulle metodologie relative al processo di costruzione e all’articolazione
dei contenuti del nostro Bilancio Sociale edizione 2005 (basato
sui dati del bilancio 2004), ma anche evidenziare le principali
novità dell’edizione di quest’anno.
Il processo di rendicontazione sociale di Unipol si è
articolato in due momenti principali: la costruzione
vera e propria, che ha visto coinvolto un gruppo di lavoro
interfunzionale di tecnici coordinati dall’area Unità
Bilancio Sociale, e il dialogo con gli stakeholder,
che ha visto la partecipazione attiva dei dirigenti dell’azienda,
attraverso il confronto con qualificate rappresentanze dei
vari gruppi di interesse.
Il percorso di elaborazione del Bilancio ha coinvolto quest’anno
circa 50 dipendenti di Unipol provenienti da aree e ruoli
organizzativi molto diversi ed oltre 30 rappresentanti degli
stakeholder.
Una conferma, questa, del valore del Bilancio Sociale sia
come momento di “socializzazione” e condivisione,
sia come strumento di consolidamento della cultura organizzativa
attorno ai valori della Responsabilità Sociale d’Impresa.
Il Bilancio Sociale di Unipol è in linea con quanto
previsto dalla Global Reporting Initiative (GRI) - standard
internazionale che fornisce indicazioni sui contenuti della
rendicontazione sociale; inoltre, il documento è coerente
alle indicazioni del Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale
(GBS) - standard italiano per la rendicontazione sociale.
Il documento si compone delle seguenti sezioni:
-
l’identità, in
cui vengono esplicitati l’assetto istituzionale
dell’azienda e il suo posizionamento nel mercato
assicurativo, i suoi valori e la sua missione - declinati
in riferimento alla mappa degli stakeholder - e i suoi
indirizzi strategici.
Non è un caso che proprio in questa sezione trovi
collocazione la “voce degli stakeholder”,
a conferma della scelta di Unipol di fare del bilanciamento
degli interessi degli interlocutori chiave dell’azienda
uno strumento di governance allargata nella gestione del
proprio business;
-
i risultati economici ed il
valore aggiunto, dove i principali dati di performance
economica riportati sono letti e reinterpretati attraverso
il calcolo della determinazione e distribuzione del valore
aggiunto (VA) fra i diversi stakeholder.
Il valore aggiunto esprime la capacità di creazione
di valore economico per l’azienda, con un orientamento
multistakeholder;
-
la relazione sociale, in cui
la “relazione di scambio” con i diversi stakeholder
di Unipol viene analizzata nel dettaglio, rendicontando
gli elementi dei processi caratteristici dell’azienda
che su di essi hanno una ricaduta;
-
il rendiconto dell’impatto sociale
ed economico delle principali società del Gruppo.
L’appendice, infine, chiarisce
l’impianto metodologico utilizzato attraverso
l’elenco dei principali indicatori di performance utilizzati
e l’indicazione di coerenza agli standard GRI e CSR-SC
(standard del Ministero del Welfare).
Inoltre, include l’attestazione di conformità
di KPMG sia sul documento - rispetto ai principi del GBS e
del GRI - sia sul processo - rispetto all’AccountAbility
1000 .
Un’analisi critica del Bilancio Sociale dello scorso
anno ha portato a revisionare i contenuti dell’edizione
2004, introducendo ulteriori approfondimenti sia in ambito
organizzativo che legislativo.
Sono state, in particolare, tenute in considerazione le recenti
evoluzioni normative nazionali ed internazionali di interesse
per il mercato assicurativo e rendicontate alcune novità
introdotte nel sistema assicurativo nazionale, quali il CID,
la Conciliazione e l’attività dell’Ufficio
Reclami.
Inoltre, sono state implementate e meglio rendicontate le
attività emergenti che costituiscono i punti critici
della relazione impresa- clienti-altri stakeholder (ad esempio,
l’attività del settore Vita e i fondi previdenziali,
la nuova tariffa RC Auto, così come l’attività
inerente la liquidazione dei sinistri).
Per l’illustrazione e l’individuazione degli indicatori
di performance, si è fatto tesoro delle richieste e
del confronto emersi nei panel con i diversi portatori di
interesse, oltre che nelle numerose occasioni di confronto
sviluppate nel corso dell’anno.
Coerentemente agli obiettivi di miglioramento individuati
nell’edizione 2004, la sezione ambientale è stata
notevolmente ampliata, attraverso l’introduzione progressiva
degli indicatori di performance previsti dalla GRI (in particolare
sono stati monitorati i consumi, la gestione dei rifiuti e
la filiera dei fornitori di beni).
Con gradualità si sta definendo un percorso che ha
come obiettivo il coinvolgimento dei fornitori nelle politiche
e nei processi di sostenibilità aziendale.
Anche il sistema di contabilità sociale è
stato ulteriormente arricchito, al fine di fornire agli interlocutori
dell’azienda informazioni il più possibile complete
e corrette, e per consentire loro di comprendere e valutare
la coerenza tra impegni presi e risultati conseguiti - da
parte di Unipol - non solo in termini di Responsabilità
Sociale ma, trasversalmente, su tutte le aree della gestione
aziendale.
Basti pensare al progetto di estensione della Corporate Social
Responsibility alle filiere delle Agenzie a cui, in questa
edizione, è stato dato spazio, proprio per sottolineare
il ruolo strategico degli Agenti nella diffusione sul territorio
dei valori di partecipazione e mutualità su cui si
fonda l’azienda.
Il Bilancio Sociale ha, in questo modo, assunto ancora una
volta quella funzione formativa/informativa che lo ha caratterizzato
fin dalla nascita 12 anni fa, confermandosi ulteriormente
quale strumento di gestione della fiducia degli stakeholder
dell’impresa.
Si è consolidato l’allineamento del processo
di rendicontazione etico-sociale allo standard AccountAbility1000,
a cui da anni ci si è ispirati, ottenendo per primi
la certificazione in Italia.
Standard internazionale per l’attività di Social
and Ethical Accounting, Auditing and Reporting (Seaar)
sviluppato nel 1999 dall’Isea (Institute of Social and
Ethical Accountability di Londra), l’AA1000 è
un modello focalizzato sul dialogo/confronto con gli stakeholder.
Esso si basa sul concetto di accountability, ovvero il “rendere
conto responsabilmente”.
Il principio fondamentale di AA1000 è quello di inclusività,
il cui significato concerne la considerazione, in ogni fase
del processo di rendicontazione, delle aspettative e del punto
di vista di tutti i soggetti che si relazionano con
l’impresa.
Da tale principio discendono gli otto requisiti di qualità
di AA1000: completezza, significatività, regolarità,
tempestività, verifica esterna, accessibilità,
qualità dell’informazione, integrazione nei sistemi
di gestione e miglioramento continuo.
Il processo di rendicontazione di Unipol ha trovato nel modello
AA1000 un riferimento prezioso.
Oggi lo stakeholder engagement è vissuto come elemento
imprescindibile e fondamentale della gestione strategica di
Unipol, capace di dare valore sociale oltre che economico
alle attività dell’impresa.
La modalità di coinvolgimento, infatti, si è
evoluta da semplice strumento di consultazione - ovvero
da processo finalizzato ad ottenere, dagli interlocutori chiave
dell’azienda, informazioni su politiche, piani o progetti
- a strumento di inclusione attraverso cui gli stakeholder
sono coinvolti in processi di definizione delle strategie
aziendali svolgendo al tempo stesso una attività di
controllo.
I panel Multistakeholder, Agenti e Dipendenti (i cui risultati
sono ampiamente documentati nella sezione dedicata alla “voce
degli stakeholder”) organizzati nel corso dell’anno,
hanno messo in evidenza la volontà dei soggetti partecipanti
di essere maggiormente coinvolti nella selezione e implementazione
degli indicatori di performance economica, sociale ed ambientale
di Unipol (coerentemente, peraltro, con quanto previsto da
AA1000).
Le stesse dinamiche di relazione risultano in continua evoluzione
grazie ad una maggiore responsabilità, competenza e
senso di partecipazione messe in campo dai diversi stakeholder
e dalla loro volontà di essere parte attiva su iniziative
specifiche.
Lo sforzo sarà quello di assicurare continuità
e sviluppo ai progetti di collaborazione congiunta e di estenderne
la partecipazione ad altri interlocutori chiave dell’azienda.
Anche quest’anno Unipol ha affidato a KPMG la verifica
esterna del processo di elaborazione del Bilancio Sociale,
al fine di verificarne la rispondenza allo standard AA1000.
Il processo del Bilancio Sociale
Unipol secondo AA100

12 anni di Rendicontazione Sociale
L’intera procedura di impostazione,
sviluppo e rendicontazione è stata seguita dall’Unità
Bilancio Sociale, struttura creata appositamente da
Unipol e dedicata alle tematiche della Corporate Social
Responsibility (CSR). Le dodici edizioni del Bilancio
Sociale indicano il particolare ruolo svolto da questa
struttura come propulsore di nuove logiche e progetti
utili a delineare una strategia coerente di Responsabilità
Sociale, entro cui ricondurre anche prassi avanzate
di relazioni, già presenti in azienda e sviluppate
nel corso del tempo. È stato necessario costruire
e formalizzare un sistema di contabilità sociale
che potesse supportare l’attività di rendicontazione
e lo sviluppo del processo di dialogo multistakeholder.
Lo sviluppo del processo di inclusione degli stakeholder,
l’organizzazione del dialogo con le Associazioni
dei Consumatori e della Società Civile, la nascita
di progetti e di partnership, l’individuazione
di nuovi indicatori e l’implementazione continua
dell’attività di rendicontazione sono a
dimostrare che si è sviluppato, in questi anni,
un’originale attività di elaborazione e
che si è seguito un percorso inedito e autonomo
che ha fatto dell’esperienza e della pubblicazione
continua da 12 anni del Bilancio Sociale un caso unico,
oggetto di riflessioni e studio anche in sedi accademiche
(molte le tesi ad esso dedicate e molte le presentazioni
effettuate in master, corsi di laurea e di formazione).
Lo sviluppo dell’attività di dialogo e
inclusione degli stakeholder trova rispondenza nell’ampia
sezione dedicata alla “Voce degli Stakeholder”,
che rappresenta una peculiarità del nostro Bilancio
Sociale e che, non a caso, è riportato all’interno
del capitolo sull’Identità. Inoltre, la
stessa mappa degli stakeholder rimarca l’originalità
del DNA della nostra impresa.
Unicità che ha richiesto una particolare azione
di informazione e di formazione delle diverse componenti
coinvolte - sia delle diverse strutture aziendali, sia
delle stesse rappresentanze degli stakeholder - sulle
tematiche della CSR.
Si è così realizzato con i nostri stakeholder
un comune percorso di scambio di esperienze, di approfondimento
e di arricchimento reciproco.
I panel, i gruppi di lavoro, le indagini prodotte e
le partnership attivate in questi anni hanno costituito
- per le strutture d’impresa così come
per i diversi interlocutori coinvolti - un’occasione
di crescita collettiva che, pur nel rispetto dei reciproci
ruoli, ha permesso, insieme allo sviluppo di una comunicazione
franca e serena, una migliore comprensione sia dei diversi
interessi contrapposti di cui sono portatori i vari
stakeholder sia dell’azione di equo bilanciamento
a cui tende anche l’impresa, in coerenza con un
controllo sociale più volte ribadito. Infine,
ci sembra giusto ricordare l’ampio piano di comunicazione
per la diffusione del Bilancio Sociale, che comporta
la pubblicazione del documento in versione integrale,
di sintesi, on-line, in edizione manifesto
e in cd-rom, affinché le azioni e le strategie
d’impresa possano essere portate a conoscenza
e condivise dalle diverse componenti e dagli interlocutori
dell’impresa. |
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