le frodi assicurative

Da sempre il Gruppo Unipol ha posto tra i suoi valori fondanti il rispetto della legalità.
Nello svolgimento dell’attività assicurativa questo valore si traduce da una parte nella tutela degli interessi e dei diritti della clientela, dall’altra nella prevenzione e nella repressione dei fenomeni fraudolenti ad opera di una minoranza che danneggia la maggioranza dei cittadini. È evidente, infatti, che il “costo sociale” delle truffe è pagato, in ultima istanza, dagli assicurati onesti.
L’attività assicurativa da sempre subisce tutta una serie di atti di natura fraudolenta posti in essere dalla malavita organizzata o da professionisti dell’illecito, oltre che da singoli cittadini “al di sopra di ogni sospetto”, i quali sono alla ricerca di sistemi sempre più ingegnosi e raffinati per aggirare l’impegno delle Compagnie.
In particolare si è ampliata la produzione e l’uso di falsa documentazione (anche attraverso l’ausilio di strumenti informatici) come attestati di rischio, contrassegni, polizze, certificazione medica, sentenze; ciò sia al fine di asseverare e documentare richieste di risarcimento ed indennizzi per sinistri mai verificatisi o verificatisi con modalità diverse da quelle descritte, sia di indurre la Compagnia ad assumere rischi a condizioni più favorevoli rispetto a quelle dovute.
È, quindi, evidente come la frode assicurativa abbia nel tempo mutato i connotati che la caratterizzano; il risultato è che oltre alla tradizionale “pacifica” truffa perpetrata con l’artifizio o il raggiro posta in essere sporadicamente o occasionalmente da singoli individui, si è rafforzata una criminalità “stanziale nel settore”, associata, specializzata e preparata per sfruttare in ogni modo possibile e in tutti i rami questo settore cardine dell’economia.
Rileviamo peraltro che, grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine, della Magistratura e delle stesse Imprese, gli sforzi profusi in tema di lotta alla frode vengono sempre più spesso premiati, col risultato che la deterrenza è più forte, il convincimento dell’automatica impunità è minato e la consapevolezza delle problematiche connesse al fenomeno ne risulta rafforzata.
Tali risultati, peraltro, evidenziano come sia necessario continuare ad agire risolutamente nei confronti di chi delinque, incrementare i rapporti con le Autorità centrali e periferiche, sviluppare il monitoraggio per l’individuazione delle fenomenologie e realizzare nuove forme di prevenzione.
Ogni attività di monitoraggio e contrasto di fenomeni fraudolenti non può ovviamente prescindere dall’attenta e puntuale collaborazione delle strutture periferiche aziendali, che sono il primario anello della catena strutturale e hanno il compito e la responsabilità di trasmettere tempestivamente gli input alla direzione aziendale.
È quindi essenziale che tutte le imprese, quale che sia il sistema di gestione dei sinistri anomali adottato, siano dotate di Strutture Antifrode in grado di conoscere e stimare i fenomeni fraudolenti che le riguardano, premessa fondamentale per l’adozione delle opportune misure di contrasto.
La conoscenza, infatti, è il presupposto su cui si costruisce il modello di gestione più consono alle esigenze e alla “vocazione” delle singole imprese, che ricollocherà in una vasta gamma di modelli organizzativi, che vanno dal totale accentramento delle decisioni alla piena autonomia liquidativi anche per i sinistri anomali.
Va da sé che gli operatori debbano essere adeguatamente istruiti, supportati e necessariamente tutelati. Non può più essere lasciato solo l’operatore periferico nella gestione di problematiche che, se non prontamente portate all’attenzione della struttura antifrode aziendale, e da questa all’Organismo Antifrode Assicurativa, resterebbero a carico del singolo, con ovvie conseguenze.
Occorre inoltre sensibilizzare la clientela sugli effetti delle frodi, far capire chi sono i veri responsabili: i truffatori, grandi e piccoli.
È sbagliato credere che la prevenzione e la repressione delle frodi sia compito solo degli specialisti dell’ Antifrode.

Ogni “attore” del Gruppo Unipol ha un ruolo fondamentale:

  • le Agenzie e i loro collaboratori (dipendenti e autonomi), che costituiscono la prima “barriera” per prevenire l’ingresso di soggetti, che hanno come obiettivo quello di pagare un premio inferiore tramite l’utilizzo di documenti falsi, oppure quello di “creare” sinistri falsi o gonfiati;
  • gli addetti delle Strutture di Liquidazione, i quali devono saper cogliere quegli elementi di “criticità” che impongono ulteriori verifiche istruttorie prima di decidere se procedere o meno al pagamento, colloquiando costantemente con le Agenzie di riferimento;
  • le altre strutture aziendali (in particolare la Divisione Auditing interno di Gruppo, la Struttura di Controllo della Direzione Centrale Liquidazione di Gruppo e la Contabilità Sinistri), quando nello svolgimento della propria attività si imbattono in sospetti fenomeni fraudolenti;
  • i collaboratori esterni (periti, medici, avvocati), la cui “sensibilità” e preparazione professionale deve essere sempre più orientata alla prevenzione e alla difesa del Gruppo.

Unipol Assicurazioni intende fermamente proseguire in una maggiore diffusione della cultura dell’antifrode, nel pieno rispetto della legalità.
Un importante contributo formativo è stato offerto dal “Manuale per la gestione del contrasto alle frodi assicurative” elaborato da ANIA e distribuito a tutte le Agenzie Unipol e ai Centri di Liquidazione di Gruppo Unipol.

Riportiamo di seguito le informazioni relative alle segnalazioni pervenute all’Unità Antifrode nel corso del 2004.

 

Le frodi nella fase liquidativa

Nel corso del 2004 sono pervenute all’Unità Antifrode di Unipol Assicurazioni 3.190 segnalazioni, con una crescita del 12,3% rispetto al 2003, con una provenienza percentuale così ripartita:

Dati relativi alle segnalazioni dell’Unità Antifrode
Provenienza della segnalazioni
2002
2003
2004
CLG Unipol
72,6
64,7
42,9
Uffici della Direzione/Ispettori rete commerciale
11,4
16,7
26,8
Agenzie Unipol
3,8
5,4
3,4
Servizio Aree Speciali ANIA/Autorità
10,9
9,8
23,7
Altro
1,5
3,4
3,2
Totale
100,0
100,0
100,0
 
Causali di segnalazione
Danni denunciati e/o dinamica del sinistro
45,0
42,5
31,0
Nominativi segnalati
30,5
29,1
40,6
Richieste anomale polizze
4,2
4,0
13,7
Altro
20,3
24,4
14,7
Totale
100,0
100,0
100,0
Dati espressi in percentuale (%)

Va rilevato come la crescita del numero delle segnalazioni sia correlato all’incremento di segnalazioni originate da ANIA e Autorità.

Distribuzione geografica delle segnalazioni effettuate da CLG e Uffici liquidativi di sede
Area
2002
2003
2004
Nord-Ovest
9,2
8,6
6,8
Nord-Est
7,5
4,6
8,7
Emilia-Romagna
12,5
13,1
16,1
Centro
8,7
10,8
12,4
Adriatica
13,9
10,0
13,5
Centro Sud
46,8
49,8
39,5
Uffici liquidativi di Direzione
1,4
3,1
3,0
Dati espressi in percentuale (%)

 

Querele presentate

Nel 2004 sono state presentate complessivamente 96 querele (a fronte delle 80 presentate nel 2003), di esse:

  • 63 hanno riguardato la fase assuntiva, di cui 33 relative a polizze false e 30 riconducibili ad attestati di rischio falsi;
  • 33 hanno riguardato la fase liquidativa, di cui 23 hanno riguardato i sinistri RC Auto, 5 i sinistri ARD, 4 gli infortuni e 1 i danni ai beni.
Querele presentate
 
2002
2003
2004
Fase Assuntiva
62
47
63
Fase Liquidativa
17
24
33
Totale
79
71
96


Politiche ed azioni del 2005

Il primo Marzo 2005 è stata emanata la nuova Circolare che regola l’attività Antifrode, tenendo conto delle disposizioni dettate dalla vigente normativa sulla tutela dei dati personali.
L’attività dell’ ufficio Antifrode direzionale sarà in linea con tale indicazione, peraltro verificando che le strutture periferiche della Compagnia si attengano - nell’effettuare le segnalazioni - alle disposizioni emanate.
Nel corso del 2005 sarà costituito un “Coordinamento antifrode di Gruppo”, con un duplice obiettivo:

  • condividere con i delegati del Gruppo Unipol, nelle commissioni di lavoro Ania, le proposte di “ristrutturazione” dell’attività antifrode in sede associativa, in vista della creazione dell’ Agenzia Nazionale Antifrode Assicurativa;
  • portare avanti in modo coordinato il lavoro di “ristrutturazione” interna al Gruppo, conseguente alla emanazione della Circolare antifrode del 01/03/05.

Di tale coordinamento faranno parte l’Unità Antifrode di Unipol (che gestisce anche l’attività antifrode di Linear e di Navale), l’Unità Antifrode di Aurora, la Struttura di controllo della D.L.G, la Divisione Auditing Interno di Gruppo, la Struttura di controllo dei pagamenti della Contabilità sinistri di Unipol, il CED.

Legalità - Antifrode e Privacy

Cultura dell’antifrode e rispetto della legalità: due aspetti della stessa medaglia. Legalità che significa rispetto, per esempio, non solo dell’obbligo a contrarre e della tempistica nella liquidazione nel settore della RCA, ma anche della normativa sulla Privacy.
I principi e le novità contenute nel nuovo Codice della Privacy, entrato in vigore l’01/01/04, sono stati applicati da Unipol, diffondendo direttive specifiche a ogni struttura coinvolta. In particolare abbiamo evidenziato l’obbligo di fornire sempre l’informativa a tutti i soggetti di cui vengano trattati dati personali comuni (contraenti, assicurati, danneggiati, testimoni, collaboratori di controparte, etc.) e di acquisire il consenso scritto ove si trattino dati “sensibili” (relativi a stato di salute, appartenenza sindacale, precedenti penali, etc.). Ma prima ancora, quello di trattare qualunque dato personale nel rigoroso rispetto di taluni principi dettati dal Codice:

  • quello di necessità, per cui ove possibile devono essere utilizzati solo dati anonimi (ad esempio, nel fare preventivi);
  • quello di pertinenza, per cui non devono essere utilizzati dati personali di soggetti estranei rispetto alle finalità;
  • quello di completezza, per cui i dati devono essere completi, al fine di evitare omonimie (da cui risulta fondamentale l’indicazione del codice fiscale);
  • quello di non eccedenza rispetto alle finalità, per cui i dati personali devono essere utilizzati solo per le finalità (nel caso di un’assicurazione sono finalità assicurative-liquidative) per cui sono stati conferiti.

Inoltre Unipol ritiene di fondamentale importanza che anche nello svolgimento dell’attività antifrode vengano rispettate le misure di sicurezza (fisiche e informatiche) previste dalla normativa sulla Privacy.

 
 
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