introduzione

Nel corso degli anni Unipol Assicurazioni ha consolidato, attraverso il Bilancio Sociale, il percorso di dialogo e confronto con i principali stakeholder, passando da un approccio di semplice consultazione ad una vera e propria inclusione nei processi di pianificazione e gestione aziendale. Questa scelta nasce dalla volontà di fare della trasparenza e partecipazione diffusa il principio guida della gestione aziendale. Del resto il dialogo con i diversi interlocutori e, in particolare, con il territorio e la comunità di riferimento rappresenta un elemento distintivo delle imprese dell’Economia Sociale: Unipol, espressione di tale mondo, intende ribadire il proprio DNA originario, facendo della partecipazione dei diversi stakeholder l’elemento centrale della rendicontazione sociale, ambientale ed economica della propria attività.
Se è vero che l’inclusione degli stakeholder nella vita aziendale può costituire un rischio, è pur vero che, se realizzato in maniera sistematica, lo stakeholder engagement può rappresentare un’opportunità per l’azienda consentendo, ad esempio, il rafforzamento del valore sociale, l’aumento dell’efficacia organizzativa, la prevenzione e la gestione di possibili conflitti, il consolidamento degli obiettivi di performance, il miglioramento dei rapporti con gli stakeholder e il miglioramento dei processi decisionali interni.
Attraverso l’attività di coinvolgimento, Unipol ha voluto perseguire i seguenti obiettivi:
  • l’esplicitazione del contratto sociale di impresa;
  • la costruzione di una rete di dialogo tra tutti gli stakeholder e l’impresa;
  • l’aumento del grado di partecipazione interna all’azienda.
È proseguito anche quest’anno il percorso di coinvolgimento di alcune categorie specifiche di stakeholder: il personale dipendente, i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori e della Società Civile, i Sindacati nazionali di categoria, le Organizzazioni Socie a livello nazionale e regionale (CRU) e la Giunta Agenti. Il carattere di continuità degli incontri rende possibile la verifica delle aspettative degli stakeholder e la valutazione, a fronte di queste, dei comportamenti tenuti dall’impresa. Il processo di coinvolgimento acquista, infatti, un valore strategico se alla realizzazione degli incontri seguono:
  • attività di misurazione dei processi di stakeholder engagement per verificarne il successo (ad esempio, attraverso la verifica della coerenza tra le aspettative degli stakeholder e i risultati);
  • una fase di definizione degli obiettivi di miglioramento;
  • la discussione con le Direzioni in merito agli spunti emersi nel corso degli incontri.
Nella sua attività di stakeholder engagement Unipol ha voluto focalizzare il dibattito sui temi della gestione caratteristica dell’azienda e su specifici progetti di Responsabilità Sociale. L’individuazione dei rappresentanti degli stakeholder risponde a determinati requisiti e dipende dagli obiettivi che si desiderano raggiungere, in funzione della tematica specifica che si vuole discutere o del tipo di interesse di cui si fanno portatori gli stessi interlocutori dell’azienda nel processo di coinvolgimento.
In particolare Unipol, nella scelta degli attori da coinvolgere, si è ispirata ai seguenti criteri:
  • rappresentatività e autorevolezza: i soggetti individuati sono rappresentativi degli interessi di specifiche categorie di stakeholder e sono dotati di “autorevolezza”, conquistata nell’espletamento delle loro attività. Per garantire il massimo della trasparenza vengono riportati per ciascun panel i nominativi e le cariche dei partecipanti;
  • competenza e specializzazione: il confronto con gli stakeholder rappresenta un momento per la raccolta di spunti e suggerimenti. Affinchè il dibattito sia proficuo e possano emergere dalla discussione utili indicazioni, i criteri per la selezione dei partecipanti agli incontri tengono conto anche della preparazione e dell’esperienza professionale da essi maturata sia sull’attività caratteristica dell’azienda sia sul tema della Responsabilità Sociale di Impresa;
  • continuità: consiste nella partecipazione degli stessi soggetti coinvolti nei panel dei precedenti Bilanci Sociali perché il confronto possa essere sviluppato nel tempo e perché la relazione possa acquisire metodo e concretezza;
  • flessibilità e discontinuità: nell’individuazione dei partner va garantito un certo grado di turnover, per meglio individuare i nuovi soggetti portatori di bisogni e tendenze emergenti;
  • indipendenza e terziarità: il criterio dell’indipendenza dall’azienda viene garantito per tutti i soggetti coinvolti; la presenza di un ente terzo ha il compito di verificare la qualità del processo e la sua rispondenza ai criteri metodologici e agli standard di riferimento.
Grazie a questo metodo si è consolidato nel tempo un confronto con i diversi stakeholder coinvolti che ha portato a reciproci scambi di esperienza e di riflessioni non solo sui temi della Responsabilità Sociale, ma ha anche arricchito le tradizionali relazioni che l’impresa intrattiene con i diversi pubblici di riferimento.

Il panel Multistakeholder rappresenta un fondamentale momento di confronto con la Direzione aziendale su tematiche specifiche di strategia e di gestione aziendale legate al core business.
Con il coinvolgimento di rappresentanti del mondo del consumerismo, dei Sindacati confederali e di categoria, delle Organizzazioni Socie di Unipol, sia a livello nazionale che territoriale, l’azienda dimostra la volontà di trasformare questi rapporti in collaborazioni permanenti e costruttive, volte a innovare prodotti e processi.
La presenza dei CRU, espressione del dialogo tra le Organizzazioni del lavoro e l’azienda, consente di rimarcare quel rapporto partecipativo che rappresenta una delle più evidenti peculiarità dell’Economia Sociale.
Le Associazioni dei Consumatori riconoscono ormai a Unipol un importante ruolo trainante sul tema della Responsabilità Sociale di Impresa ed un impegno su istanze etico-sociali che genera aspettative particolarmente elevate nei confronti della Compagnia, in termini di attenzione ai problemi dei lavoratori e dei consumatori.

l dialogo con la Giunta Agenti si è caratterizzato maggiormente per la volontà di valorizzare la specificità del ruolo delle Agenzie come parte integrante dell’azienda e al tempo stesso come imprese autonome radicate nel territorio. Queste caratteristiche, unitamente a quelle di una consolidata tradizione partecipativa, di collaborazione con le Organizzazioni del lavoro e del mondo del volontariato e di impegno verso la solidarietà, rendono le Agenzie un importante punto di riferimento sul territorio.
È stata avviata una riflessione sul loro ruolo sociale ed economico (anche a seguito dell’indagine sulla spesa sociale realizzata nel corso del 2004) e ribadito un impegno preciso per favorire la realizzazione operativa dei progetti sulla Responsabilità Sociale. “Dalla sensibilità sociale alla Responsabilità Sociale di Impresa - Obiettivo Barriere e Imparare Sicuri” vuole rappresentare un esempio concreto del modo di essere socialmente responsabile delle Agenzie, che sancisce il passaggio a un approccio che traduce l’ascolto in progettualità e impegno sociale.

I dipendenti coinvolti hanno vissuto i momenti di incontro come occasione di confronto e di forte partecipazione alla vita aziendale, suggerendo di rendere il coinvolgimento una modalità permanente del rapporto con l’azienda.
L’atteggiamento di apertura e di disponibilità al confronto da parte dei dipendenti e la volontà di essere ulteriormente coinvolti si sono tradotti in momenti positivi di raccolta di suggerimenti e proposte non solo su come migliorare le iniziative di Responsabilità Sociale dell’azienda, ma anche per mettersi in discussione e porre le proprie competenze e conoscenze al servizio di ulteriori interventi di solidarietà e responsabilità promossi dall’impresa anche nell’ambito della comunità locale.
Il processo di coinvolgimento, più strutturato negli ultimi due anni, ha mostrato un’evoluzione nella stessa sensibilità aziendale, essendo maturato il grado di consapevolezza di tutti gli attori coinvolti relativamente al processo di rendicontazione e di dialogo. Le strutture tecniche, coinvolte nello stesso processo di realizzazione del Bilancio Sociale, hanno compreso il valore del coinvolgimento vivendo la loro partecipazione come un’opportunità per portare la Responsabilità Sociale all’interno della propria funzione e del processo gestionale. Sono cresciute le attese e le esigenze degli stakeholder, per le quali il dialogo viene impostato in modo da favorire ipotesi di lavoro congiunto su specifici terreni e argomenti che delimitano il campo di interesse di determinati stakeholder.

Impostazione e metodo di lavoro dei panel:

  • nel caso del panel Multistakeholder la sessione di discussione è stata preceduta da momenti di approfondimento su ambiti specifici dell’attività caratteristica dell’azienda, come il ruolo del mercato preferenziale, il sistema tariffario e la liquidazione dei sinistri, le linee individuate per il nostro programma di Responsabilità Sociale di Impresa, allo scopo di fornire informazioni rilevanti, appropriate e accessibili a tutti gli stakeholder, facilitando la discussione e la formulazione di proposte;
  • nel caso del panel degli Agenti e dei Dipendenti si è resa necessaria una fase di formazione e di supporto per creare una base comune di conoscenza dei temi della Responsabilità Sociale;
  • in tutti i panel sono stati distribuiti materiali informativi riguardanti Unipol, l’evoluzione del Bilancio Sociale e i progetti di Responsabilità Sociale. È stata presentata la metodologia di lavoro, così come sono state distribuite ed illustrate le schede di sintesi dei panel delle precedenti edizioni, con i programmi di lavoro da essi scaturiti e le proposte lasciate invece inevase;
  • a ciascun partecipante è stato chiesto di esprimere un suo parere sulla validità dei materiali distribuiti e sulla metodologia adottata.

La nostra esperienza conferma la convinzione che un vero e proprio processo di inclusione degli stakeholder prenda corpo e si sviluppi a partire dalla conoscenza diffusa dell’impresa, dei suoi sistemi interni e da un percorso formativo e di dialogo di largo respiro capaci di innescare un atteggiamento proattivo negli stakeholder, che superi le tradizionali e ormai obsolete pregiudiziali tra l’impresa e il mondo circostante.

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