L'attivita internazionale del gruppo
unipol nel 2004
Fin dalla prima metà degli anni Sessanta, Unipol Assicurazioni
non ha mai trascurato l’orizzonte internazionale, sia
per la natura stessa dell’attività assicurativa
(che comporta legami riassicurativi anche con le imprese specializzate
di altri Paesi), sia per le caratteristiche della proprietà
cooperativa, che sono sempre state una spinta a guardare oltre
i limiti del mercato nazionale. La missione di Unipol inoltre
imponeva, fin dall’inizio, di poter accedere all’innovazione
di prodotto e servizio, ed al confronto con le buone pratiche
reperibili in altri mercati.
La ricerca d’interlocutori professionali, che fossero
inoltre sulla stessa lunghezza d’onda valoriale, era
facilitata dal fatto che sull’orizzonte internazionale
un concreto punto di riferimento esisteva fin dal 1922: l’ICIF
(oggi ICMIF), la Federazione Internazionale delle compagnie
assicurative di matrice mutua o cooperativa, cioè la
struttura specializzata per il settore assicurativo della
stessa Alleanza Cooperativa. L’ICIF/ICMIF era proprio
il referente che faceva al caso della neonata Compagnia alla
ricerca, innanzitutto, di partner riassicurativi affidabili,
ma anche di compagnie amiche in grado di dare il loro sostegno
nei primi passi del lungo percorso da compiere per lo sviluppo.
Tra questi amici, è giusto ricordarlo, va menzionata
la compagnia belga P&V (all’epoca denominata Prévoyance
Sociale), la prima a stabilire dei rapporti di collaborazione
e sostegno - in un primo tempo di natura politica e a livello
di riassicurazione e poi all’inizio degli anni ottanta
anche con l’acquisizione di una piccola quota azionaria.
Raymond Lemaire, presidente della P&V dell’epoca
e della stessa ICIF, sedette per vari anni nello stesso Consiglio
dell’Unipol a partire dal 1963, anno di nascita della
Compagnia. I rapporti con il Gruppo belga non solo durano
tuttora, ma si sono via via intensificati, tanto che il partner
belga è oggi tra i maggiori azionisti della Compagnia.
Grazie all’introduzione degli amici belgi, l’Unipol
poté entrare a far parte della compagine dell’ACME,
ovvero l’Associazione degli Assicuratori dell’Economia
Sociale europea, fin dalla sua costituzione nel 1978. L’ACME
divenne rapidamente il forum dove potevano ritrovarsi ed incontrarsi
compagnie che condividevano i valori e i riferimenti di fondo
della loro attività nel mondo cooperativo e mutualistico
e in quello delle organizzazioni sindacali e di rappresentanza
dei lavoratori dipendenti ed autonomi.
Fu in seno a questi organismi internazionali che nacquero
i rapporti con la compagnia tedesca di matrice sindacale Volksfürsorge,
rapporti che consentirono all’Unipol, già negli
anni Settanta, non solo di trovare un partner solido che per
qualche anno appoggiò anche finanziariamente la crescita
della Compagnia entrando a far parte della compagine azionaria,
ma anche uno stimolo alla crescita tecnica e professionale
ed allo sviluppo dell’innovazione di prodotti e servizi.
Vale la pena di ricordare che l’ingresso della Volksfürsorge
nella proprietà dell’Unipol fu facilitato anche
dallo sviluppo dei rapporti con i sindacati italiani. E grazie
alla rete di rapporti derivante dall’adesione a ICMIF
e ACME, Unipol poté progressivamente allestire un efficiente
sistema di gestione dei sinistri auto all’estero. In
seno a queste organizzazioni internazionali l’Unipol
non si limitò ad imparare e a ricevere. La Compagnia
fu presto in grado di dare anche il proprio contributo alla
crescita di iniziative assicurative in altri Paesi e a offrire
le proprie idee originali ed il proprio contributo riassicurativo,
in un circolo virtuoso, ai processi di sviluppo anche di compagnie
presenti in altri mercati. La Compagnia, in modo quasi del
tutto naturale, si è ritrovata in un contesto internazionale
che ha potuto facilitarne in modo rilevante il decollo e la
crescita.
Quando, infatti, il Gruppo tedesco fu ceduto dalla proprietà
sindacale (obbligata a far fronte al collasso della grande
cooperativa di abitazione Neue Heimat a metà degli
anni Ottanta) e fu acquisito da interessi privati, la rete
di rapporti in essere consentì di valorizzare la collaborazione
e l’amicizia che nel frattempo si era venuta consolidando
con la grande mutua francese Macif. Dalla fine degli anni
Ottanta, infatti, la Compagnia cominciò a sviluppare,
diversificandola, una fitta rete di relazioni con altri partner
europei, a cominciare dalla Macif, prima, e dalla Maif poi,
le due maggiori mutue assicurative francesi aderenti a GEMA,
l’Associazione delle mutue senza intermediari.
Un esempio di fruttuosa collaborazione fu il seminario tenutosi
nei primi anni Novanta presso la sede della Macif, con cui
un gruppo di tecnici dell’Unipol poté studiare
i dati concreti di un sofisticato modello di personalizzazione
dei prodotti auto con buon anticipo rispetto alla liberalizzazione
prevista nell’ordinamento italiano nel 1994. Ma la collaborazione
con la Macif e la Maif non è rimasta ai pur utili scambi
di know-how o alla messa in comune di esperienze, ma si è
estesa rapidamente fino a portare alla creazione, nel 1990,
di Euresa, una joint venture finalizzata a diventare il luogo
d’incontro dedicato allo scambio delle competenze e
dei progetti di maggior interesse, fino alla possibilità
d’investimenti congiunti. Il sistema Euresa, infatti,
comprendeva due strutture giuridicamente distinte: da una
parte un gruppo d’interesse economico europeo, una sorta
di consorzio, che aveva anche il vantaggio di essere la prima
(ed all’epoca anche la sola) istituzione di diritto
europeo, e, dall’altra, una holding di diritto lussemburghese
(scelta per la flessibilità normativa ed in attesa
di disporre di nuovi strumenti societari di diritto europeo).
Ai partner italiani e francesi, fin dalla fase preparatoria,
si erano aggiunti anche gli amici belgi della P&V e la
svedese Folksam, un Gruppo a sua volta controllato dal movimento
cooperativo e sindacale del paese scandinavo.
Successivamente aderirono la mutua danese LB e, solo per qualche
anno, la mutua tedesca Huk-Coburg. Qualsiasi considerazione
sugli aspetti internazionali della presenza ed attività
del Gruppo Unipol non può prescindere da un riferimento
al quadro europeo. Fino a pochi mesi fa il processo di progressiva
integrazione continuava come se fosse dotato di una propria
inarrestabile dinamica, mentre ora si é entrati in
una logica di perseguire il consolidamento e la qualità
dello sviluppo della costruzione europea, con iniziative mirate
piuttosto al miglioramento, alla coerenza ed alla semplificazione
delle regole esistenti, se del caso anche modificando o eliminando
le regole che creano difficoltà evidenti alle imprese,
non producono benefici economici, non servono a migliorare
la protezione dei consumatori, oppure a rafforzare la stabilità
finanziaria del mercato unico. Tra i cantieri europei ancora
aperti, nei settori che riguardano la vita di
Unipol Assicurazioni, due iniziative vengono segnalate da
McCreevy (volitivo commissario irlandese al mercato interno
e ai servizi): la direttiva sulla riassicurazione e la direttiva
sul margine di solvibilità (la cosiddetta
Solvency II), per la quale si parla, in particolare, di un
completamento per la fine del 2006. Solvency II punta
ad introdurre regole di controllo e gestione del rischio specifico
d’impresa esemplate sul modello di Basilea 2 introdotto
per le banche.
Vale la pena citare un intervento del maggio 2005 dello stesso
McCreevy: «Tutte le nuove iniziative legislative
devono essere ispirate al “principio di una normativa
migliore”. Esse devono essere comprovate e devono rispettare
il principio di sussidiarietà. Prima di vararle, saranno
effettuate verifiche ex-ante e valutazioni ex-post. Un’ampia
consultazione con tutti i partner internazionali resterà
parte integrante anche della nostra “cultura d’impresa».
Le Associazioni di
cui Unipol è socia
ICMIF, International
Co-operative and Mutual Federation.
Ha 141 aderenti di 67 Paesi diversi per un totale di
oltre 300 compagnie assicurative.
ACME, Association
des Assureurs Coopératives et Mutualistes Européens.
Raccoglie 60 gruppi di 23 Paesi europei.
EURESA, costituita
nel 1990, è formata da una holding e da un GEIE
(Gruppo Europeo di Interesse Economico) e oggi raggruppa
6 società:
Unipol, Macif, Maif, P&V, Folksam e la danese LB.
PÔLE EUROPÉEN
DES FONDATIONS DE L’ÉCONOMIE SOCIALE,
costituito nel 1999, con sede in Belgio, vede come membri
fondatori la Fondazione Cesar (fondata nel 1989 da Unipol),
la Fundacio Agrupacio Mutua (fondata nel 1993 da Agrupacio
Mutua), la Fondation Macif e la Fondation P&V (fondate,
rispettivamente, nel 1989 e nel 1996, da Maif e da P&V). |
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